L.elettorale: Bonafè, ‘no a nuove forzature, non saremo passacarte’

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Roma, 15 set (Adnkronos) – “Già si preannuncia una nuova forzatura sulla legge elettorale. La maggioranza vuole arrivare all’approvazione definitiva alla Camera in tempi strettissimi, ma non saremo passacarte. Anche se l’esame riguarda formalmente tre articoli, si tratta di tre articoli che modificano in modo significativo il testo già approvato da Montecitorio e intervengono su questioni che avrebbero richiesto fin dall’inizio maggiore serietà, confronto e possibilità di approfondimento per tutte le forze politiche”. Lo dice Simona Bonafè, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.
“Quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio balletto di modelli, cuciti di volta in volta sull’ultimo sondaggio disponibile a Palazzo Chigi. Le posizioni della maggioranza sono cambiate in corso d’opera seguendo lo scenario politico del momento. Una legge elettorale, invece, non può essere costruita sulla base delle convenienze contingenti di chi governa -prosegue Bonafè- Per questo ci appelliamo fin da subito alla presidenza della commissione Affari costituzionali: ci sia un esame serio, senza forzature e senza tempi imposti dalla maggioranza. Vogliamo entrare nel merito di un modello che riteniamo profondamente sbagliato, anche perché è stato costruito dalla maggioranza senza un vero confronto con le opposizioni e senza ascoltare il contributo degli esperti”.
“Il disegno di fondo è evidente: ottenere con la legge elettorale quello che la maggioranza non è riuscita a ottenere con la riforma costituzionale del premierato, cioè un meccanismo che consenta di concentrare e blindare il potere sulla base della legge elettorale -dice ancora l’esponente Pd- E poi c’è la grande mistificazione sulle preferenze. Si continua a dire agli italiani che ‘tornano le preferenze’, ma sappiamo che soltanto una quota molto limitata dei deputati sarebbe eletta attraverso questo meccanismo. Per la grande maggioranza si continuerà a votare su liste e candidati scelti dai partiti. Altro che ritorno delle preferenze: siamo di fronte a preferenze fortemente depotenziate”.

(Adnkronos) – “Infine, c’è un problema enorme di rappresentanza femminile. Il modello proposto rischia di penalizzare fortemente la presenza delle donne nelle istituzioni, fino a produrre paradossalmente una rappresentanza femminile estremamente bassa. Anche su questo la maggioranza dovrebbe spiegare agli italiani quale idea di democrazia e di rappresentanza sta costruendo. Una legge elettorale non può essere uno strumento cucito sulle esigenze della maggioranza del momento. Deve garantire rappresentanza, equilibrio e piena legittimità democratica. Per questo il Pd non accetterà nuove forzature”, conclude,

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