A volte basta una parola per far tornare indietro una vita intera. Una parola pronunciata come la pronunciavano i nostri nonni, una pagina riaperta dopo tanti anni, la voce di un figlio che racconta il padre e, all’improvviso, ci si ritrova tutti dentro la stessa memoria. È quello che è successo a Baselice: per una sera il passato non è sembrato lontano, né perduto. Era lì, presente, vivo, seduto in mezzo alla gente, nelle parole di Alfonso, nei ricordi di chi lo ha conosciuto e negli occhi di chi, ascoltando, ha ritrovato qualcosa di sé.
E poi ci sono paesi che li fanno tornare. Non con il marmo. Non con le fotografie. Non con le commemorazioni destinate a consumarsi nel tempo.
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