Un forestiero in giro per le strade del paese, ignaro dei fatti di martedì, si sarebbe interrogato sul perché di tanto silenzio. Perché ieri mattina ad Apice era il silenzio protagonista. Una comunità attonita, che sta ancora cercando di fare i conti con la realtà.
Qualcuno indugia davanti al ristorante dove il 1° settembre sono stati ritrovati i corpi senza vita di Gianni, Donato e Franco Licciardi. I sigilli all’ingresso della struttura sono ben visibili. Una pattuglia dei Carabinieri staziona davanti un altro ingresso. Non si parla ancora di versione ufficiale, ma pare ormai assodato che Gianni abbia sparato con la sua Beretta – detenuta legalmente – contro i fratelli e poi si sia tolto la vita.

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