Casa, SoloAffitti: si incrina il mito della rendita facile con affitti brevi, 1 proprietario su 4 passa al residenziale

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Roma, 28 lug. (Adnkronos) – I canoni continuano a salire, ma sempre più proprietari scelgono di lasciare il mercato degli affitti brevi. È uno dei segnali che emergono dalla nuova rilevazione di SoloAffitti, secondo cui il settore sta entrando in una fase di maggiore maturità: mentre il 61% degli operatori registra prezzi in aumento rispetto all’estate dello scorso anno, una parte dei locatori ritiene oggi più conveniente tornare al mercato residenziale, privilegiando formule che garantiscono maggiore stabilità e una gestione meno impegnativa. Il fenomeno non interessa ancora in modo uniforme tutto il territorio nazionale, ma nelle città assume dimensioni significative. A Roma, Catania e Como, secondo le stime della rete SoloAffitti, circa un quarto delle nuove locazioni residenziali proviene da immobili che fino a poco tempo fa erano destinati agli affitti turistici. Nei piccoli centri costieri, invece, il passaggio rimane più contenuto, a conferma di un mercato che continua a presentare dinamiche molto differenti tra località urbane e destinazioni a forte vocazione turistica.
 
Il dato appare ancora più significativo se letto insieme all’andamento dei prezzi. Rispetto all’estate 2025, il 12% degli operatori rileva un forte aumento dei canoni e il 49% un incremento più contenuto; il 31% parla di valori sostanzialmente stabili e appena l’8% registra una lieve flessione. Nessuno segnala un calo marcato. Il ritorno al mercato residenziale, dunque, non è il risultato di una domanda turistica in difficoltà. Al contrario, avviene in una fase nella quale gli affitti brevi continuano a mantenere quotazioni elevate. A cambiare è piuttosto la valutazione complessiva della redditività dell’investimento.
 
La principale ragione che spinge i proprietari ad abbandonare gli affitti brevi è la crescente complessità della gestione, indicata dal 24% degli intervistati. Seguono i rendimenti inferiori alle aspettative (22%), l’aumento degli adempimenti normativi e dei controlli (19%), le difficoltà operative legate a pulizie, manutenzioni e check-in (16%) e il peso di costi e tassazione (13%). Solo il 6% indica come motivo principale la stagionalità dei ricavi e la preferenza per un’entrata più stabile.

 
Secondo SoloAffitti, l’aumento della concorrenza ha reso il mercato più selettivo. Per mantenere tariffe elevate è sempre più necessario investire sull’immobile, garantire standard di servizio elevati e dedicare tempo alla gestione quotidiana, elementi che riducono il vantaggio economico atteso soprattutto per chi possiede una o poche abitazioni. “Il mercato sta entrando in una fase più matura. Dopo anni nei quali l’affitto breve è stato spesso percepito come la soluzione automaticamente più redditizia, oggi i proprietari valutano con maggiore attenzione quanto costa realmente produrre quel reddito. Gestione, investimenti, tempo e adempimenti incidono sul risultato finale. Per una parte dei locatori il residenziale torna quindi a essere competitivo, soprattutto quando consente di ridurre la complessità e rendere più prevedibile il rapporto tra rendimento e impegno”, commenta Silvia Spronelli, Ceo di SoloAffitti.

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