“Sole non causa melanoma”, bufera su nutrizionista-oncologa Rasio. Dermatologi: “Mistificazione e follia”

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Milano, 28 lug. (Adnkronos Salute) – Sole e melanoma, schermi protettivi e cancro: è bufera su un video social pubblicato da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in Oncologia che su Instagram sentenzia: “Quando si parla di melanoma il primo pensiero è che sia causato dal sole. I dati, però, dicono altro: una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma”. Invece “le creme solari aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle e soprattutto del melanoma”. Per prevenirlo, “la vitamina D che produciamo esponendoci al sole è il più importante fattore protettivo”.

Affermazioni che la dottoressa mette nero su bianco citando alcuni studi. Insorgono i dermatologi: “Negare che i raggi Uv causino i tumori della pelle è mistificazione e follia”, attacca la Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. “I raggi Uv sono cancerogeni e la fotoprotezione rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione”, chiariscono gli esperti. “I falsi messaggi sono di per sé negativi – ammoniscono – ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi”.
Secondo Rasio, dunque, il sole non provoca il melanoma. “Addirittura chi si espone regolarmente al sole per lavoro ha un rischio di melanoma inferiore fino a circa il 40-50%, rispetto a chi trascorre la settimana prevalentemente al chiuso. Analogamente, un basso livello complessivo di esposizione al sole aumenta il rischio di melanoma”, sottolinea la dottoressa che fa riferimenti bibliografici: “Studi: Relationship of Cutaneous Malignant Melanoma to Individual Sunlight-Exposure Habits, J Natl Cancer Inst. 1986 e Occupational Sun Exposure and Risk of Melanoma According to Anatomical Site, International Journal of Cancer. 2014”. Anche il messaggio no-sunscreen, dice, è supportato dalla ricerca: “Studio: Gene-Environment Analyses in a UK Biobank Skin Cancer Cohort – Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2023, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37642678/”. E sulle virtù-scudo della vitamina D: “Inibisce la via Wnt/β-catenina, una delle principali vie che guidano proliferazione, invasività e metastatizzazione del melanoma; potenzia l’immunità antitumorale, riduce l’espressione di numerose vie proliferative, riduce la formazione di metastasi nei modelli sperimentali ed è un fattore prognostico indipendente di sopravvivenza sia nel melanoma primitivo sia in quello metastatico”. In conclusione, “esponiamoci al sole con buon senso, evitando le scottature. La dose giusta è diversa per ogni tipo di pelle, deve stimolare la produzione di melanina senza arrivare a scottare. Proteggiamoci dagli eccessi con schermi fisici: cappello, maglietta e ombrellone. Buona estate in salute!”, chiosa Rasio.
I dermatologi non ci stanno. “Estrapolare un dato e ignorare le conclusioni degli studi scientifici alimenta una disinformazione che può avere gravi conseguenze sulla salute”, si legge in una nota del direttivo Sidemast. “È evidente e innegabile che i raggi Uv siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle”, confermano. Per fare un esempio, “un albino (malattia che non fa produrre melanina alla pelle) in Paesi ad alta esposizione solare svilupperà, se non adeguatamente protetto, già in giovanissima età e con certezza assoluta, numerosi tumori cutanei. Il messaggio che i dermatologi italiani vogliono ribadire per il bene della salute della pelle è che l’eccessiva e scorretta esposizione solare è il principale fattore di rischio di tumore alla pelle. È però altrettanto importante evitare messaggi semplicistici nel senso opposto: prendere il sole non è di per sé dannoso”, precisano gli specialisti: “Una corretta esposizione solare apporta benefici all’organismo, tra cui la sintesi della vitamina D. Ciò che aumenta il rischio di tumori della pelle è un’esposizione eccessiva e non protetta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, associata a esposizioni prolungate e a scottature solari ripetute”.
“Per l’ennesima volta – scrivono i dermatologi – raccomandiamo prudenza e intelligenza a chi sta andando in ferie in questo momento dell’anno per evitare di dover rimpiangere in futuro le azioni di oggi. Inutile controbattere una tesi costruita sull’estrapolazione di un dato, e non sull’analisi del lavoro scientifico che afferma esattamente l’opposto di quanto riportato dalla collega oncologa: infatti il lavoro citato”, un’analisi della coorte UK Biobank, pubblicata nel novembre 2023 su ‘Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention’, “conclude che la principale causa dei tumori cutanei è l’esposizione agli Uv e raccomanda protezione e prevenzione in tal senso, anche con la corretta applicazione di creme solari”.
“È inoltre importante ribadire – prosegue la Sidemast – che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un effetto cancerogeno delle creme solari. Al contrario, si tratta di prodotti regolamentati, sottoposti a una rigorosa disciplina europea e a continue verifiche di sicurezza e a un costante monitoraggio da parte delle autorità competenti. I filtri solari autorizzati sono progettati per agire sulla superficie della pelle, senza oltrepassarne gli strati superficiali né determinare un assorbimento sistemico. Utilizzate correttamente, le creme solari rappresentano uno degli strumenti più efficaci, insieme agli altri comportamenti di fotoprotezione, per ridurre il rischio di tumori cutanei”.
“Purtroppo la sete di sensazionalismo può fare molti danni”, conclude la società scientifica. “Noi dermatologi che da sempre ci occupiamo della gestione dei tumori cutanei ci schieriamo indignati contro questi messaggi pericolosi. Ringraziamo anche i colleghi di altre discipline e le associazioni pazienti che hanno con chiarezza scientificità e professionalità contrastato questa pericolosa e falsa comunicazione”.
“Con l’arrivo dell’estate aumentano anche le fake news sulla protezione dal sole, in particolare sulle creme solari. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore: per tutelare la salute è importante verificare le fonti e affidarsi alle indicazioni scientifiche”. L’Istituto superiore di sanità (Iss) mette in guardia così su Instagram.
“Non è vero – si legge nel post – che le creme solari facciano male e, tantomeno, che siano cancerogene. Il consiglio di utilizzarle quando l’esposizione è inevitabile non dipende da una loro presunta pericolosità, ma dai limiti della protezione che possono offrire. Nessuna crema scherma infatti il 100% dei raggi ultravioletti: un prodotto con Spf 15 lascia passare circa il 7% degli Uv, uno con Spf 30 il 3% e uno con Spf 50 il 2%. Inoltre, l’efficacia diminuisce quando il prodotto viene applicato in quantità insufficiente o non viene riapplicato come indicato”.
In conclusione, “le creme solari devono quindi essere considerate un importante presidio, considerando anche altre misure preventive. Quando necessarie, non vanno utilizzate ‘il meno possibile’: devono essere applicate in modo abbondante prima dell’esposizione e riapplicate più volte durante la giornata”, raccomanda l’Iss che invita a condividere i consigli per un’estate in sicurezza contribuendo a diffondere “consapevolezza e informazione accurata”.

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