Save the Children, in Europa oltre 1.500 minori vittime di tratta

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Roma, 28 lug. (Adnkronos) – Sono circa 9.500 complessivamente le vittime di tratta identificate nel 2024 nei Paesi dell’Unione Europea, per lo più in Francia e in Italia, seguiti da Paesi Bassi e Germania. Di questi, i minorenni rappresentano il 16% del totale, con 1.555 vittime sotto i 18 anni, in aumento rispetto al 2023 quando le vittime minorenni di tratta costituivano il 12,8% del totale, pari a 1.358 bambine, bambini e adolescenti. Nella grande maggioranza dei casi (77%) si tratta di bambine e ragazze, in totale 1.194. Tra i minori il maggior numero di identificazioni si registra in Francia, con 488 casi, seguita da Romania (333) e Germania (230). A fornire i dati è Save the Children in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani del 30 luglio. In Italia le vittime minorenni identificate nel 2024 sono 65, corrispondenti al 3,4% del totale delle vittime di tratta individuate. In poco più di un caso su due (54%) si tratta di bambine e adolescenti, pari a 35 minorenni. Nel nostro Paese la tratta e lo sfruttamento dei minori continuano a rappresentare una realtà per lo più sommersa, che coinvolge sia flussi migratori internazionali – in quanto territorio crocevia di transito e destinazione di minori vittime di tratta – sia contesti interni di vulnerabilità sociale. A livello mondiale, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2022, più di una vittima su tre di tratta risulta minorenne (il 38% del totale delle 68.836 persone coinvolte per cui è stata rilevata l’età, cioè oltre 26mila bambini e adolescenti).
“Negli ultimi anni, il fenomeno della tratta e dello sfruttamento dei minori ha assunto una dimensione sempre più complessa e dinamica, alimentata da crisi globali interconnesse, quali i conflitti armati, le emergenze ambientali, l’acuirsi delle disuguaglianze economico-sociali e le migrazioni forzate, che rendono molti minori estremamente vulnerabili – afferma Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children – Le cifre sono sottostimate, ma ogni anno milioni di bambine, bambini e adolescenti vengono coinvolti in forme diverse di abuso e le tecnologie digitali, inclusa l’AI, stanno modificando profondamente le modalità di adescamento, reclutamento, sfruttamento e controllo dei minori, rendendo questi fenomeni più invisibili e pervasivi”.
Save the Children chiede da anni di rafforzare il sistema coordinato tra istituzioni e società civile di emersione e protezione per garantire l’individuazione e protezione dei minori vittime di tratta e sfruttamento, attraverso un supporto personalizzato, con accoglienza, assistenza psicologica, medica e legale, e un approccio attento a età e genere, che sappia affrontare anche gli aspetti legati alle nuove forme di sfruttamento e tratta facilitati dagli strumenti digitali. “Importanti passi in avanti – sottolinea l’Organizzazione – potranno oggi realizzarsi a seguito delle norme che attuano in Italia la nuova Direttiva Antitratta, emanate lo scorso giugno. Il decreto rafforza i meccanismi di identificazione precoce e presa in carico delle vittime, la formazione della magistratura e degli altri operatori del sistema, la raccolta dei dati e l’aumento dell’indennizzo per le vittime. Resta importante proseguire in questa direzione nell’attuazione piena delle nuove norme, con particolare attenzione alle esigenze specifiche di bambini, bambine e adolescenti”. Save the Children chiede che vengano istituiti “luoghi di accoglienza ad indirizzo segreto per minori a rischio o vittime di tratta, sollecita una cooperazione rafforzata tra forze di polizia ed enti di protezione a livello europeo che includa un focus specifico sulle vittime minorenni e investimenti in ricerca per prevenire fenomeni emergenti e sviluppare politiche efficaci”.

 
Nel 2025 il Sistema nazionale Antitratta ha valutato le segnalazioni relative a 3.444 persone, circa 600 in più rispetto al 2024, quando erano 2.853. Di queste, 174 riguardano minorenni, pari al 5,1% del totale, in lieve aumento rispetto al 4,9% registrato l’anno precedente. Si tratta prevalentemente di ragazzi, che rappresentano il 69% dei casi riguardanti i minorenni valutati dagli enti antitratta (120 persone), provenienti soprattutto dal Bangladesh (56) e dall’Egitto (19). Il 64% ha 17 anni, ma sono stati intercettati anche quattro 14enni e un 12enne. Le minorenni di sesso femminile sono 54 e provengono principalmente dalla Nigeria (16); poco più di due su cinque, pari a 23, hanno 17 anni, ma tra le vittime di tratta emerse ci sono anche due 14enni e una 12enne. Le principali regioni di emersione sono la Sicilia, con 59 casi, e l’Emilia-Romagna, con 41 casi.
Nei primi sei mesi del 2026 in Italia sono state segnalate 1.581 persone, tra cui 95 minorenni, pari al 6% del totale. In questo periodo si conferma, in maniera ancora più marcata, la prevalenza di minori di sesso maschile, che sono 80, ovvero l’84% dei minorenni, per lo più di diciassettenni (59 su 80), provenienti prevalentemente dal Bangladesh (46 casi). Le minorenni femmine sono 15, per lo più tra i 16 e i 17 anni, e presentano provenienze geografiche più diversificate. Tra i casi segnalati, sono 847 quelli presi in carico nel 2025 secondo il Sistema informatizzato per la raccolta di informazioni sulla tratta (SIRIT), dato in lieve aumento rispetto agli 817 registrati nel 2024. I minorenni sono 22, ovvero il 2,6% del totale, e si osserva una leggera prevalenza di ragazze, pari a 12, provenienti principalmente dalla Nigeria (4) e dalla Costa d’Avorio (3), mentre i 10 ragazzi sono prevalentemente originari del Bangladesh (6). Prevalgono i diciassettenni (14 in totale, di cui 6 femmine e 8 maschi). La Sicilia si conferma la principale regione di emersione, con 12 casi. Nel primo semestre del 2026 le persone prese in carico sono state 350. I minorenni rappresentano il 2% del totale, con 7 casi complessivi. Si tratta di cinque ragazze di 16 e 17 anni e di due ragazzi, entrambi diciassettenni.
“Accanto alle forme più conosciute di sfruttamento, assistiamo oggi a una crescente esposizione dei ragazzi a condizioni di grave sfruttamento lavorativo o per la commissione di attività illegali-prosegue Inverno – Si tratta di fenomeni spesso sommersi che colpiscono in particolare minori stranieri soli, ma non solo, e che rischiano di essere normalizzati come semplici strategie di sopravvivenza. Dietro queste situazioni si intrecciano povertà economica, abbandono scolastico, percorsi migratori fragili e carenza di reti di protezione. Per contrastare questi fenomeni occorre intervenire sulle condizioni di vulnerabilità che li rendono possibili, prima che sul loro esito finale, e rafforzare gli strumenti di protezione”.

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