Digitale, la sovranità europea passa da reti, cloud, AI e cybersicurezza

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Roma, 27 lug. (Adnkronos) – Rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nelle tecnologie digitali senza rinunciare all’apertura dei mercati, alla concorrenza e all’innovazione. È questa la sfida emersa nel corso dell’evento “Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea”, organizzato da Open Gate Italia in collaborazione con Adnkronos e svoltosi al Palazzo dell’Informazione di Roma.
L’incontro ha messo a confronto rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, accademici e imprese sulle principali novità della regolamentazione digitale europea, espressione della volontà dell’UE di perseguire obiettivi di sovranità digitale: dalla nuova cornice europea disegnata nel Digital Networks Act, al Tech Sovreignty Package, passando per la proposta di revisione del Cybersecurity Act, elementi diversi di un unico puzzle che punta a ridurre le dipendenze europee.
Ad aprire i lavori è stata Laura Rovizzi, Amministratore Delegato di Open Gate Italia. Il dibattito, moderato da Giorgio Rutelli, Vicedirettore di Adnkronos, ha visto la partecipazione di Stefania Ducci, Capo divisione strategia e politiche di cybersicurezza in ambito UE dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale; Massimiliano Fara, esperto cyber, digitale e telecomunicazioni presso la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea; Vincenzo Ferraiuolo, Head of EU Affairs di Fastweb+Vodafone; Antonio Manganelli, Università di Siena e Centre on Regulation in Europe; Giulia Pastorella, Deputata di Azione; Edoardo Carlo Raffiotta, Università Milano-Bicocca e Comitato strategia AI; Giorgio Maria Tosi Beleffi, dirigente telecomunicazioni, audiovisivo e innovazione tecnologica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; e Francesco Torselli, Europarlamentare di Fratelli d’Italia.
Il punto di partenza del confronto è stata la diagnosi delineata dal Rapporto Draghi sulla competitività europea e la fotografia delle dipendenze strategiche dell’Unione: una parte rilevante delle infrastrutture cloud, delle tecnologie di rete, dei semiconduttori, delle componenti critiche e delle piattaforme digitali utilizzate in Europa è oggi riconducibile a operatori e tecnologie extraeuropei. Come evidenziato dal Rapporto, per ridurre queste dipendenze non è sufficiente introdurre nuovi vincoli: occorre creare le condizioni per la crescita di operatori europei solidi, innovativi e capaci di competere su scala globale, aumentando la capacità dell’Europa di scegliere, investire e controllare le tecnologie strategiche.

In questo percorso, un ruolo centrale è attribuito alla capacità dell’Unione europea di rendere il proprio mercato più competitivo e attrattivo, attraverso una regolamentazione più semplice e chiara.
“Finalmente la Commissione Europea, nella produzione di questi nuovi regolamenti nel mondo del digitale, delle comunicazioni e dell’intelligenza artificiale, ha come primo obiettivo quello della competitività e di rendere il mercato europeo attrattivo per chi vuole venire a investire: un mercato semplificato, con meno regole e più chiare. E questo è sicuramente un dato positivo”, ha dichiarato l’eurodeputato Torselli.
Nel corso dell’evento è stato evidenziato come la sovranità digitale rappresenti la cornice comune di una pluralità di interventi europei. Il Digital Networks Act, le iniziative dedicate al cloud e all’intelligenza artificiale (Cloud and AI Development Act), la revisione delle regole in materia di cybersicurezza (Cybersecurity Act 2) e le misure volte a rafforzare la sicurezza e la resilienza della catena di approvvigionamento dei semiconduttori (Chips Act 2.0) concorrono, attraverso strumenti differenti, a ridurre le vulnerabilità derivanti dalle dipendenze esterne, rafforzare la resilienza delle infrastrutture e sostenere lo sviluppo di una filiera tecnologica europea più robusta e competitiva.

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