Roma, 23 giu. (Adnkronos) – “In un anno complicato come il 2025, il Conou è rimasto compatto, coeso e unito con tutti i consorziati: sia quelli che immettono al consumo, sia quelli che raccolgono e rigenerano. Siamo riusciti ad affrontare una congiuntura economica molto grave come quella del 2025, quando le materie prime erano scese a livelli molto bassi, comprimendo i nostri margini. Adesso abbiamo affrontato la congiuntura contraria. Quando a fine febbraio i prezzi delle materie prime sono esplosi, la produzione interna che noi facciamo di basi lubrificanti rigenerate ha ovviamente dato un contributo importante a ridurre i costi delle importazioni nel nostro Paese”. Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati, intervenendo alla presentazione del Rapporto di sostenibilità 2025, oggi a Roma.
Il Rapporto è accompagnato per la prima volta anche dalla validazione (da parte del Rina) dell’analisi Lca-Life Cycle Assessment. “Facciamo comunque verificare il nostro rapporto dal nostro revisore di bilancio – sottolinea Piunti – In aggiunta, quest’anno abbiamo fatto una revisione del nostro ciclo Lca (Life Cycle Assessment), cioè il ciclo di vita di lubrificanti ed emulsioni, esaminandolo insieme a Rina, che ha verificato e confermato tutti i nostri dati”.
Con i risultati del Rapporto alla mano, il Conou conferma l’utilità del modello consortile a sostegno della sostenibilità ambientale. “Nel caso dei lubrificanti, il modello consortile ha dimostrato la sua efficacia anche in altri Paesi che lo hanno applicato, seppure con forme diverse: è questa la chiave del successo – afferma – un consorzio centrale e indipendente che, senza fini di lucro, organizza il lavoro delle imprese è fondamentale. L’economia circolare non è spontanea, bisogna farla diventare spontanea in qualche modo, e il modello consortile rappresenta la strada vincente”.


