Inps, Civ: “Non più solo erogatore di servizi ma nodo per politiche welfare e lavoro”

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Roma, 23 giu. (Adnkronos/Labitalia) – Un Istituto non più esclusivamente soggetto erogatore di servizi ma anche nodo fondamentale di una rete di relazioni istituzionali e sociali che agiscono sull’insieme delle politiche di welfare e del lavoro, in particolare nella dimensione territoriale. E’ il futuro dell’Inps a cui hanno puntato nell’ultimo quadriennio le deliberazioni del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto, come emerge dal Rendiconto sociale 2025, presentato oggi a Roma.
Per il presidente Ghiselli, “nel momento in cui assistiamo ad una progressiva scomposizione e disarticolazione del tessuto sociale del Paese cresce il bisogno di salvaguardare i legami comunitari e solidaristici. Ecco perché la funzione dell’Istituto è destinato a essere sempre più importante. Esso deve diventare promotore e protagonista di un processo di trasformazione, non neutro ma ispirato ai principi costituzionali della solidarietà, dell’uguaglianza, della partecipazione e dell’efficienza”. Ghiselli ha inoltre sottolineato “l’importanza dell’autonomia dell’Istituto come garanzia rispetto alla capacità di rispondere esclusivamente alle ragioni della qualità dei servizi, di generare socialità, di valorizzare il merito e la competenza delle risorse umane”. 
In questi anni il Civ ha posto come centrale il ruolo dell’istituto nei territori e la vicinanza ai cittadini. A questo scopo molto importanti sono state le presentazioni dei Rendiconti sociali territoriali che l’anno scorso hanno convolto tutte le Regioni e ben 94 provincie. Nell’ambito della propria attività di vigilanza, il Civ ha rilevato che in questi anni diversi indicatori riguardanti la qualità dei servizi e delle attività e gli impatti sull’utenza hanno visto un andamento positivo. In particolare, si sono accorciati i tempi medi per ottenere quasi tutte le prestazioni, ad iniziare dalle pensioni e dagli ammortizzatori sociali, si sono ridotte le giacenze del contenzioso, sono state automatizzati alcuni servizi.

Permangono delle difficoltà rispetto ad altre prestazioni come ad esempio sui temi degli accertamenti sanitari per la disabilità, nel pagamento del Tfs-Tfr, comunque in fase di miglioramento, nell’attività di vigilanza e di recupero crediti. Il tema della carenza di personale dell’Inps rappresenta un problema rilevante, soprattutto nelle regioni del nord del Paese, a volte in forme tali da pregiudicare la capacità di garantire una adeguata presenza sul territorio e la qualità del servizio ai cittadini. E’ importante che in questa fase si stiano gestendo e sono stati deliberati molti concorsi, a cui andrà garantita una adeguata continuità anche in futuro.
Per Ghiselli “i cambiamenti sociali impongono di aggiornare un maniera organica e di dare stabilità ad un sistema previdenziale che da decenni vive di sperimentazioni, proroghe e interventi contingenti mentre sarebbe auspicale dare certezze alle persone. Vi sono dei nodi decisivi che andrebbero affrontati, nell’ambito di una verifica complessiva del sistema a 30 anni dalla riforma Dini, a partire dal futuro previdenziale delle generazioni più giovani. Come andrebbe affrontato il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile legato alla speranza di vità, istituto che andrebbe riequilibrato evitando una ulteriore crescita dell’età, considerando che già l’adeguamento dei coeficienti di trasformazione genera un effetto di sostenibilità attuariale”.
Nel corso dell’evento sono intervenuti anche il vicepresidente del Civ Guido Lazzarelli e i coordinatori delle quattro commissioni del Civ, Pierangelo Albini, Riccardo Giovani, Valeria Picchio e Domenico Proietti.

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