Meloni: “Patentino antifascista per editori a ‘Più libri più liberi’? E’ censura”

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Roma, 14 giu. (Adnkronos) – “Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”. Lo scrive su X la presidente del consiglio Giorgia Meloni.
“La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno – conclude – Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.
“Io credo sempre che si debba dare libertà di espressione e di pensiero. Non c’è che uno va a dire non la pensi come me sei fascista. Io non sono fascista, sono anti fascista, ma non si può dire se uno la pensa diversamente è fascista. È sbagliato. Io credo che si debba dare a tutti la possibilità di parlare, di esprimersi”. Così a margine del Forum in Masseria il vice premier Antonio Tajani.
“La richiesta degli organizzatori della fiera ‘Più libri più liberi’ è una perla di intolleranza, aggiungerei un comportamento degno degli eredi di Beria. Ha fatto bene Giorgia Meloni a stigmatizzarlo. Ricordo che il parlamento europeo ha approvato a maggioranza, nel settembre del 2019, l’equiparazione piena fra comunismo e nazismo”. Lo dichiara Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e capo dell’opposizione in Regione Campania.
“Ricordo il ruolo del leader comunista italiano Palmiro Togliatti, fu uno dei più stretti collaboratori di Stalin nel Comintern, con responsabilità dirette nella liquidazione del vertice del Partito Comunista polacco e degli anarchici in Spagna. Allora si chieda anche la dichiarazione di anticomunismo – conclude – La verità è che la cultura dovrebbe essere lontana da queste scorie del Novecento”.

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