Roma, 12 giu. – (Adnkronos) – “L’obiettivo principale di oggi è parlare di emozioni e parlare di come questi argomenti si possano portare a scuola, discutendone con i ragazzi tra i banchi. La campagna è così importante perché siamo molto indietro in Italia rispetto agli altri paesi, dove studiano educazione affettiva come una materia qualsiasi, come se fosse storia, inglese, matematica. Da anni, ormai, mentre noi necessitiamo di un certo tipo di lavoro in questo senso, qui possiamo ragionare su come proporre questa materia in classe, senza paura o timore di questo tipo di lezioni”. Sono le parole di Enrico Galiano, professore e scrittore, alla tappa romana della campagna di Coop sulla differenza di genere “Close the Gap”, nella Galleria Alberto Sordi.
“In generale – prosegue il professore Galiano – si teme che la scuola faccia una ingerenza, cioè si metta a fare qualcosa che andrebbe fatta a casa, ed è vero che l’educazione affettiva andrebbe discussa in famiglia ma io insegno da vent’anni e posso dire con certezza che questi ragazzi affrontano questi temi in maniera sana solo in classe; a casa manca questo tipo di appoggio, siamo convinti che la scuola possa portare a loro ciò che non trovano altrove”.
“Quando in aula trattiamo questi temi – aggiunge Galiano – magari tramite la poesia, la letteratura, è fantastico vedere come improvvisamente anche quegli studenti che prima sbadigliavano d’un tratto si accendono. Capisci subito che c’è ‘fame’ di questi argomenti, ma sono comunque temi che andrebbero affrontati con psicologi e personale specializzato, non con noi insegnanti”, conclude.

