Hussar: “La teoria di un attacco baltico alla Russia? Propaganda per nascondere la debolezza di Mosca”

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(Adnkronos) – Lauri Hussar parla da Roma, ma il messaggio riguarda tutta l’Europa. Presidente del Riigikogu, il Parlamento estone, giornalista di lungo corso prima di entrare in politica, Hussar è oggi una delle voci più nette del fronte nordico-baltico sulla guerra russa contro l’Ucraina, sulla deterrenza Nato e sulla necessità di rafforzare la difesa europea. ()
Eletto alla guida del Parlamento estone nel 2023 e riconfermato nel marzo 2026, Hussar appartiene a una generazione politica cresciuta nella memoria dell’occupazione sovietica e nella consapevolezza che la sicurezza, per i Paesi baltici, non è mai una categoria astratta. L’Estonia ha deciso di portare la propria spesa militare al 5,4% del Pil, una delle percentuali più alte dell’Alleanza atlantica. Una scelta che a Tallinn viene letta non come un gesto simbolico, ma come una necessità strategica.
In questa intervista con l’Adnkronos, Hussar lega il tema della difesa alla sopravvivenza stessa della sovranità europea. “La Russia resta una minaccia di lungo periodo”, afferma. L’obiettivo di Vladimir Putin, secondo il presidente del Parlamento estone, non è fermarsi all’Ucraina, ma “ripristinare l’Unione sovietica e costruire un impero russo”. Per questo, sostiene, la risposta occidentale deve muoversi su tre direttrici: sostegno militare e finanziario a Kyiv, aumento del costo dell’aggressione per Mosca attraverso nuove sanzioni e piena responsabilità internazionale per i crimini commessi dalla Russia, a partire dal tribunale speciale sul crimine di aggressione.
Hussar respinge anche la narrazione, rilanciata dalla propaganda russa e arrivata in varie forme anche nel dibattito occidentale, secondo cui i Paesi baltici starebbero preparando provocazioni contro Mosca. “È totalmente falso”, dice. “Sono argomenti di propaganda usati per spostare l’attenzione dal fatto che la Russia è debole, che l’Ucraina riesce a colpire infrastrutture strategiche e che Mosca sta perdendo iniziativa”.
Presidente Hussar, partiamo dalla difesa. In Italia l’aumento della spesa militare è un tema politicamente molto delicato. L’Estonia, invece, è arrivata al 5,4% del Pil. Che cosa direbbe all’opinione pubblica e ai politici italiani per spiegare l’urgenza di questa scelta?
Noi lo abbiamo fatto intenzionalmente. Alcuni anni fa la nostra spesa per la difesa era al 2% del Pil, poi abbiamo deciso di aumentarla fino al 5,4%. La ragione è chiara: la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e l’aggressività russa.
Sappiamo che la Russia resterà una minaccia di lungo periodo per l’Europa. Il suo obiettivo non è fermarsi in Ucraina, ma andare oltre. Come membri della Nato e dell’Unione europea, dobbiamo essere il più solidi e forti possibile. Serve una deterrenza eccellente, costruita insieme agli alleati ma anche con il massimo sforzo nazionale. Dobbiamo fare in modo che la Russia non osi mai attaccare.
Per noi è una questione di sicurezza e di sovranità. In Estonia abbiamo una presenza molto solida di forze alleate: britannici, americani, francesi. Abbiamo avuto anche la missione italiana di air policing e la cooperazione con l’Italia è stata eccellente.

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