Bologna, 29 mag. (Adnkronos/Labitalia) – “Si sta discutendo di come riconoscere ufficialmente il ruolo del preposto all’interno dei contratti di lavoro. Già oggi esiste la possibilità di prevedere, nel contratto, un aumento o un riconoscimento economico per chi svolge il ruolo di preposto. Tuttavia, siccome questo riconoscimento non è obbligatorio per legge, la decisione viene lasciata alle parti che negoziano il contratto. Mi chiedo perché il ruolo di questo lavoratore, che riesce a fare prevenzione rispetto agli eventuali rischi a cui sono sottoposti i suoi colleghi nella catena della lavorazione, non debba essere valorizzato con un quid in più nella parte salariale e anche nella copertura assicurativa Inail, in relazione a un compito più gravoso, di grande valore ma anche di grande responsabilità. E’ importante dare valore alle grandi responsabilità, altrimenti rimane un richiamo sulla carta, ma senza sostanza”. E’ quanto affermato dalla deputata Chiara Tenerini, componente della Commissione Lavoro della Camera, intervenuta da remoto nel corso del convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente-Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di BolognaFiere dal 26 al 28 maggio 2026.
“La formazione e la sicurezza sul lavoro – spiega – devono entrare nel Dna culturale di ogni azienda e di ogni lavoratore. Per farlo, è necessario far passare il messaggio che la spesa per la sicurezza sul lavoro rappresenta un investimento sul futuro delle aziende e sul welfare del Paese. Se riusciamo a prevenire gli incidenti, evitando le conseguenze più tragiche, come la mortalità o ripercussioni permanenti su chi subisce un infortunio, riusciamo anche ad alleggerire il costo futuro sul sistema welfare. Pertanto, l’investimento in sicurezza sul lavoro riguarda la tenuta sociale del Paese e deve essere visto come un investimento anche da parte delle aziende”.
“Credo che – sottolinea – per il mondo delle piccole imprese, delle pmi e delle imprese familiari occorra fare uno sforzo in più, perché anche in quella realtà deve consolidarsi la cultura della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Per farlo, occorre garantire loro un aiuto ulteriore da parte del Governo, attraverso premialità e misure fiscali, perché per queste aziende è più difficile entrare in questa dimensione. Si tratta di una corresponsabilità che chiama in causa le istituzioni, il Governo, il Parlamento, le parti sociali, le parti datoriali, i lavoratori tutti, fin dalla giovane età . Questo sforzo collettivo passa anche da piccoli aspetti, come la valorizzazione contrattuale del preposto: ogni tassello concorre a questa corresponsabilità. C’è ancora tanto da fare, purtroppo, e lo dicono i numeri. Però l’investimento del Governo e quello di Inail, con 600 milioni di euro attraverso il Bando Isi, che finanzia progetti per il miglioramento della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rappresentano un passaggio importante. Non ci dobbiamo fermare, dobbiamo comporre un mosaico che davvero ci consegni un’Italia in cui il diritto al lavoro sia garantito come elemento costituzionale, e in cui il lavoro sia non solo dignitoso, ma anche sicuro, perché chi esce la mattina per andare al lavoro deve assolutamente riuscire a tornare a casa la sera. Questo è un dovere morale che dobbiamo portare avanti tutti insieme. Non lo affermo solo a parole, ma sono pienamente allineata con questa filosofia che Confsal sta portando avanti e che credo abbia un grande valore sociale e umano”.


