Allarme medici inglesi, ‘abuso danneggia giovanissimi, troppo tempo davanti agli schermi’

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Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) – I medici del Regno Unito scendono in campo per difendere i bambini dall’abuso di Internet e social: “Passano troppo tempo davanti gli schermi e questo crea un danno”, avvertono. In risposta ad una consultazione avviata dal Governo sull’uso dei social media da parte dei minori di 16 anni (un trend che vede alcuni Paesi – come l’Australia – aver già optato per una stretta per i social media), l’Academy of Medical Royal Colleges ha dichiarato che i medici dovrebbero chiedere “regolarmente ai pazienti più giovani quanto tempo trascorrono davanti agli schermi e sui social media”, riporta la ‘Bbc’. Secondo Jeanette Dickson, presidente dell’Academy of Medical Royal Colleges, “come già accaduto per il fumo o le cinture di sicurezza, la questione è diventata un punto di convergenza per la professione”.
Il ministro della Tecnologia, Liz Kendall, ha affermato che nuove misure per i minori di 16 anni saranno introdotte entro la fine del 2026. “Il governo sta traendo insegnamenti dal divieto dei social media introdotto dall’Australia – ha spiegato Kendall in una intervista a ‘Bbc Breakfast’ – L’obiettivo del Governo è esaminare un’ampia gamma di problematiche e funzionalità e il loro impatto sui minori”. Questo potrebbe portare il Regno Unito a esaminare più attentamente piattaforme non soggette alle restrizioni australiane, come ‘Roblox’ e ‘Discord’.
La consultazione lanciata dal governo inglese, che si chiude oggi, ha raccolto 70.000 contributi da parte di enti di beneficenza, gruppi di attivisti e cittadini che hanno espresso il loro parere sulla possibilità di un divieto o di altri interventi per frenare l’abuso di Internet e dei social da parte dei ragazzi più giovani. I medici non arretrano sul punto: “Dobbiamo denunciare questo fenomeno senza esitazioni, invece di aspettare passivamente che qualcun altro dimostri la causalità”, ha ammonito Dickson. Secondo l’Academy of Medical Royal Colleges, “dovrebbero essere fornite linee guida ai medici e al personale sanitario su come individuare eventuali usi inappropriati o dannosi dei social media e dei contenuti online”.

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