Inps, Vittimberga: “Innovazione Pa è etica per definizione”

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Roma, 22 mag. (Adnkronos/Labitalia) – “Non conta solo cosa facciamo, ma perché lo facciamo e come lo facciamo”. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, intervenendo alla 17ª edizione del Festival del lavoro, la manifestazione dei consulenti del lavoro in corso alla Nuvola all’Eur a Roma.
“L’Inps e l’IA – ha spiegato – un modello su misura per il welfare: il welfare language model. Il valore aggiunto dell’innovazione tecnologica in Inps è che noi siamo una Pubblica amministrazione. Un’azienda privata ricerca il profitto, noi il valore pubblico. Ecco perché l’innovazione delle Pa è etica per definizione.
“L’AI generativa adottata in Inps è costruita specificamente sul modello italiano, sulla normativa e sul linguaggio amministrativo. E’ un sistema sovrano, generato all’interno di una data strategy che sfrutta il potenziale massimo del dato italiano. E non sono dati qualunque: sono dati certificati, quindi non inquadrati in modelli generalisti che portano ad approssimazioni”, ha aggiunto.
“Abbiamo l’obbligo – ha aggiunto – di garantire la trasparenza di come gli algoritmi vengono creati”. Vittimberga ha sottolineato la delicatezza dei dati trattati dall’Istituto, “dati relativi alla fragilità”, e la necessità di un modello costruito su informazioni certificate e amministrativamente affidabili.
“L’AI abilita, non sostituisce”. “La nostra premier ci ha definito come la presenza amica dello Stato sul territorio e questo è il nostro faro. Vogliamo trasformare il valore dei servizi in un valore di fiducia”, ha spiegato Vittimberga, ribadendo che l’innovazione tecnologica dell’Istituto resta centrata sulla persona. “L’attenzione alla persona – ha ribadito – è particolarmente significativa in un momento in cui qualcuno oltreoceano dice che l’uomo è un accidente della storia: noi non crediamo che il fulcro della storia sia la macchina”.
“Il welfare language model vuole rendere chiare le informazioni e personalizzate, preservando il patrimonio informativo pubblico”. “Ogni circolare o messaggio che l’Istituto utilizza – ha ricordato – può essere usata solo se sistemizzata: allora diventa un patrimonio tanto per gli operatori interni quanto per gli esterni”.

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