Farmaceutica, Urso: “Modello di politica industriale per vincere sfida innovazione”

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Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) – L’industria farmaceutica “rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell’innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale. Noi ci siamo e non a caso abbiamo istituito il Tavolo della politica industriale e sanitaria insieme al ministro” della Salute “Schillaci, perché serve un lavoro congiunto tra dicasteri e anche con le Regioni, che proprio sulla sanità devono dimostrarsi costruttive e partecipi di un progetto nazionale”. Così Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, partecipando, da remoto alla diretta streaming ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, promosso da Adnkronos con il il contributo non condizionate di Farmindustria.
Si tratta di “un tavolo di confronto e di concertazione con le industrie farmaceutiche e con le associazioni che la rappresentano – spiega il ministro – per cambiare ottica e considerare questo settore importante non solo per la salute, che è un diritto costituzionale, ma anche per gli investimenti, la ricerca, l’innovazione e l’industria italiana. Nel documento di politica industriale – il primo realizzato dal nostro Paese da qualche decennio a questa parte – ‘Made in Italy 2030’, abbiamo inserito l’economia della salute, quindi l’industria farmaceutica e biomedicale, come uno dei nuovi comparti crescenti del Made in Italy, accanto alle 5 ‘A’ tradizionali: alimentazione, abbigliamento, arredo, automazione e auto, che ci hanno resi conosciuti nel mondo come prodotti di eccellenza e qualità”.
L’Italia, “in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei. Lo dimostrano i dati sulle esportazioni, cresciute in maniera record anche in contesti difficili, in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei”. Ha aggiunto Urso. “Nel 2025 – ha spiegato – nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all’Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all’aumento dei flussi turistici”.
In un contesto di crisi della globalizzazione e di tensioni geopolitiche, “l’’Italia cresce e attrae investimenti, dimostrando maggiore resilienza e dinamicità rispetto ad altri Paesi – rimarca il ministro – Questa dinamica si riflette anche nella politica commerciale che deve accompagnare la politica industriale. Per questo è importante sostenere e finalizzare accordi di libero scambio come quelli già realizzati, come quelli con Cile, Giappone, Canada e Corea del Sud. E’ quindi fondamentale proseguire su questa strada con nuovi accordi con India, Indonesia, Australia, Mercosur e Messico, oltre al rafforzamento delle relazioni non solo gli Stati Uniti, ma anche Canada e America Latina. Particolarmente rilevante è anche il tema degli accordi con gli Emirati e con i Paesi del Golfo: mercati strategici per le esportazioni italiane”.

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