Rebuild 2026, inaugurata la 12esima edizione: “Per dare risposte concrete all’emergenza abitativa”

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Milano, 12 mag. (Adnkronos) – Ha preso il via oggi al Centro congressi di Riva del Garda la nuova edizione di Rebuild, il primo evento italiano sull’innovazione sostenibile dell’edilizia e del real estate, organizzato da Riva del Garda Fierecongressi. Un appuntamento che, forse come mai prima d’ora, si intreccia con le sfide dell’attualità.
Sfide legate al tema della casa e dell’abitare in ogni forma e declinazione: dall’accessibilità economica alla qualità degli spazi, dalla rigenerazione urbana alla sostenibilità ambientale, fino alla necessità di ripensare modelli insediativi, servizi e facilities alla luce dei profondi cambiamenti demografici, sociali ed economici che stanno attraversando il Paese. In questo scenario, il binomio casa-abitare si conferma non solo una questione immobiliare, ma un vero indicatore della capacità di immaginare comunità e città più inclusive, efficienti e resilienti. Non a caso, il confronto avviato oggi a Rebuild mette al centro temi e proposte che vanno ben oltre il perimetro dell’edilizia: l’abitare ha superato la dimensione settoriale del mercato immobiliare per configurarsi come una vera e propria infrastruttura economica e sociale, capace di incidere sulla competitività dei territori e la qualità della vita.
Accessibilità, transizione energetica, rigenerazione urbana, nuovi modelli abitativi e impatto sociale degli investimenti sono questioni che chiamano in causa istituzioni, operatori e territori, in una fase in cui il mercato immobiliare è sempre più connesso agli equilibri economici e al benessere delle persone. Sotto il cappello del titolo di quest’anno, ‘Housing remix’, il programma si svilupperà sino a domani attorno a 5 pilastri tematici: 5 parole chiave -Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare- per mettere a confronto tutti i protagonisti delle filiere e restituire, col loro contributo, una lettura organica e convergente sulla crisi abitativa. “Il nostro obiettivo -spiega Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi- non è solo leggere il cambiamento, ma dare risposte a un nuovo insieme di bisogni abitativi: un percorso che unisca accessibilità, sostenibilità, innovazione e impatto sociale, affrontando il tema della casa da tutti i punti di vista -economico, progettuale, ambientale e sociale- per generare soluzioni reali e condivise”.
Nell’arco della prima giornata di lavori Rebuild 2026 ha messo in campo un confronto articolato che ha attraversato trasversalmente i principali nodi del futuro dell’abitare e del real estate. Come ha affermato Ezio Micelli, presidente del comitato scientifico di Rebuild, docente dell’università Iuav di Venezia, nonché unico membro italiano dell’advisory board della Commissione europea per la redazione del Piano europeo per l’abitazione accessibile, “il piano casa deve poggiare su tre pilastri: finanza, regolazione e produzione. Non bastano risorse pubbliche: servono investimenti pubblici e privati, strumenti stabili e capitali pazienti. Ma sono necessarie anche regole più rapide, capaci di rispondere all’urgenza abitativa, e soluzioni produttive innovative in grado di coniugare costi più contenuti ed elevata qualità costruttiva. L’obiettivo è realizzare case e quartieri che rispondano alle istanze di sostenibilità e costi accessibili che le città esprimono a gran voce”.
La sessione inaugurale è stata l’occasione per sottolineare come la questione abitativa sia al centro dell’agenda pubblica, letta come tema che coinvolge istituzioni, operatori e territori e che richiede un ripensamento complessivo delle politiche e degli strumenti esistenti. L’apertura ha dato voce in primis alle istituzioni territoriali, impegnate nella costruzione di Orizzonti dell’abitare in Trentino, l’innovativo modello partecipativo per la nuova legge provinciale sulla casa sviluppato con Rebuild. Dal confronto tra la direttrice Alessandra Albarelli, il professor Ezio Micelli, l’assessore della Provincia autonoma di Trento Simone Marchiori, il presidente di Federcasse Augusto dell’Erba e il presidente di Itea e amministratore unico di Patrimonio del Trentino Sergio Anzelini, è emersa con forza la necessità di una risposta coordinata e la volontà di dare inizio a un percorso condiviso con tutti gli attori del comparto, anticipando i tempi rispetto al Piano casa nazionale e trovando un nuovo metodo di lavoro in grado di dare soluzioni concrete, con una visione a lungo termine del tema dell’abitare.
A partire da questa cornice, il dibattito si è sviluppato lungo direttrici complementari, con un focus particolare sulla necessità di ‘riusare’ l’esistente -patrimoni immobiliari, risorse finanziarie, competenze e tecnologie- come leva per rispondere in modo più efficace alla domanda abitativa. I tavoli dedicati alle politiche hanno approfondito il ruolo dell’Europa nella definizione di nuovi modelli per l’accessibilità alla casa, mettendo in evidenza il rapporto tra indirizzo strategico e capacità di attuazione. Parallelamente, il confronto sui capitali ha riportato al centro il tema degli strumenti di finanziamento, evidenziando le potenzialità dei circuiti europei e la necessità di attrarre il settore privato verso l’housing accessibile, a condizione di un quadro normativo e di rendimento più chiaro.
Sul fronte delle regole, il dibattito, arricchito anche da un workshop specifico, ha incrociato esperienze internazionali e pratiche urbanistiche, con l’obiettivo di capire come riportare stabilmente la casa dentro la pianificazione delle città dopo una fase di progressivo allontanamento. Il filone costruire, ulteriormente approfondito in un workshop, ha spostato l’attenzione sulla transizione ecologica dell’edilizia, tra decarbonizzazione, rigenerazione del patrimonio esistente e nuovi paradigmi legati a materiali e cicli di vita degli edifici. Infine, i panel dedicati all’abitare hanno esplorato le trasformazioni più direttamente legate alla vita quotidiana, dalle tecnologie per l’aging society all’emergere di nuovi modelli di business e a startup che stanno ridefinendo il confine dei servizi abitativi. Nel complesso, la giornata ha restituito l’immagine di un settore in piena ridefinizione, in cui innovazione, sostenibilità e accessibilità si intrecciano sempre più strettamente, chiamando in causa l’intero sistema -pubblico e privato- nella costruzione delle città e delle forme dell’abitare del futuro.
Domani, 13 maggio, i lavori proseguiranno con altrettanti focus dettati dai 5 filoni tematici. Sul fronte delle politiche, l’attenzione sarà rivolta alla realizzazione di un piano casa efficace, capace di tradurre le priorità pubbliche in interventi concreti e coordinati tra livelli di governo diversi. L’obiettivo sarà individuare modelli condivisi e replicabili, in grado di rispondere con maggiore rapidità alla domanda abitativa senza perdere di vista la sostenibilità economica e sociale delle soluzioni adottate. Nel filone dei capitali, arricchito anche da un workshop, il dibattito si concentrerà sugli strumenti della finanza sociale applicata all’housing, con particolare attenzione ai capitali pazienti e ai modelli di investimento di lungo periodo. L’attenzione sarà poi rivolta ai nuovi business model necessari per sostenere l’housing accessibile dove il mercato tradizionale non arriva, lavorando sull’architettura finanziaria delle operazioni, sulla gestione del rischio e la misurazione dell’impatto.
Sul piano delle regole, il confronto si orienterà verso la ricerca di format regolativi e operativi, nazionali e internazionali, capaci di rendere l’abitare accessibile un processo replicabile e strutturato nel tempo. In questo senso, l’evoluzione delle politiche abitative sarà letta attraverso l’esperienza di modelli già sperimentati in altri contesti e attraverso nuove strategie di valorizzazione del patrimonio pubblico. Attorno al pilastro del costruire sarà sviluppato il tema della trasformazione tecnologica e industriale del settore edilizio. Si discuterà dell’impatto delle tecnologie digitali sulle città e sui territori, delle criticità legate alla produttività delle costruzioni in Europa e delle potenzialità dell’offsite e della prefabbricazione come leve per aumentare efficienza, ridurre tempi e contenere i costi, interrogandosi anche sulla reale capacità di tradurre tali innovazioni in benefici sociali.
Il capitolo dell’abitare metterà al centro la lettura della domanda, alla luce dei cambiamenti demografici e dei nuovi bisogni sociali. Si approfondiranno le trasformazioni in corso, dalla rigenerazione dei patrimoni esistenti fino all’idea della casa come ecosistema di benessere, in cui qualità dell’ambiente, salute e servizi di prossimità diventano elementi integrati e sempre più centrali nel ripensamento dei modelli abitativi.
In coerenza con la visione innovativa della casa come infrastruttura sociale promossa da Rebuild, Anaci -Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, Croce rossa italiana e Sima-Società italiana di medicina ambientale sigleranno sul palco dell’evento un protocollo per trasformare i condomìni in presìdi sanitari di prossimità tramite la telemedicina. L’iniziativa mira a garantire assistenza, monitoraggio e prevenzione, abbattendo l’isolamento dei soggetti fragili e ridefinendo la funzione sociale dell’abitare, facendo del condominio uno spazio di relazione, attenzione e sicurezza.
È possibile registrarsi all’evento al link
Le iscrizioni prevedono tariffe agevolate per diverse categorie di partecipanti: Pubblica amministrazione, università e ricerca possono accedere gratuitamente all’evento; i professionisti iscritti agli Albi professionali del settore beneficiano di tariffe ridotte. Inoltre, è prevista la possibilità di ottenere crediti formativi per ingegneri, architetti, geometri e periti industriali. Il programma completo è consultabile sul sito www.rebuilditalia.it

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