Nella serata di lunedì il Consiglio comunale di Apice ha licenziato il bilancio consuntivo 2025.
Un documento presentato dal vicesindaco Raffaele Bonavita, che ha fatto il punto sugli interventi messi in atto lo scorso anno, e soprattutto sulla condizione delle casse.
Bonavita ha posto in evidenza in numeri che certificano la solidità dei conti, a partire da un risultato di amministrazione di tre milioni di euro. Di questi, sottratte le somme accantonate, restano a disposizione dell’amministrazione 547mila euro, un piccolo tesoretto da gestire.Il delegato al bilancio ha poi parlato di un Fondo crediti di dubbi esigibilità che “finalmente rallenta nella crescita”, e di maggiori entrate sia per l’Imu (155mila euro in più rispetto l’esercizio 2024), che per la Tari (37mila euro in più).“Abbiamo in definitiva un Comune più sano e autonomo”, la chiosa sul fronte numeri, prima di iniziare un lungo elenco relativo a sicurezza, ambiente, opere pubbliche, associazionismo. Bonavita, tra gli altri, ha menzionato l’ampio parco progetti per intervenire sul rischio idrogeologico da San Donato a Sottocastiglione, da Santa Lucia a San Martino al Vecchio, laddove sono stati impiegati per la pianificazione circa 4 milioni di euro. L’auspicio dell’amministrazione è che la priorità assegnata dal governo agli interventi sulle fragilità dei territori si possa tradurre presto in finanziamenti per avviare i cantieri.

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