Roma, 5 mag. (Adnkronos/Labitalia) – Repower, gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile, ha pubblicato la seconda edizione del White paper repower innovazione e turismo, il documento dedicato al mondo del turismo realizzato in collaborazione con Turismi.ai, l’Associazione italiana per l’Intelligenza Artificiale nel turismo, presieduta da Edoardo Colombo. L’obiettivo del documento è analizzare e orientare la qualità dell’esperienza turistica, la sostenibilità delle attività ad essa connesse e la capacità del comparto turistico di generale valore per le comunità locali interessate.
Il White paper offre una chiave di lettura concreta per orientare scelte amministrative e strategie aziendali: il turismo viene interpretato come un ecosistema multilivello, composto da ambiti diversi ma strettamente interconnessi. Al centro, il dialogo tra territori, comunità, infrastrutture e tecnologie. In questo scenario, Repower punta a giocare un ruolo di abilitatore, mettendo in relazione competenze e investimenti, con l’obiettivo di rafforzare ecosistemi territoriali sempre più integrati.
Per leggere la complessità del fenomeno turistico, il report adotta una Tavola Sinottica 4×4, concepita per rendere evidenti le relazioni tra le quattro dimensioni su cui si concentra – connessioni e accessibilità, cultura e rigenerazione, infrastrutture e territorio, tecnologia e Intelligenza Artificiale – e i quattro attori fondamentali del sistema turistico: viaggiatori, operatori, destinazioni e residenti. La tavola costituisce una lente interpretativa attraverso cui leggere in modo sistemico le dinamiche che si generano all’interno di ciascuna dimensione. L’analisi di questo white paper nasce sulla scia del premio speciale Repower innovazione e turismo 2025, da quattro tavoli tematici di confronto dedicati a connessioni, cultura, infrastrutture e intelligenza artificiale, che hanno coinvolto voci accademiche e professionali per restituire un’immagine nitida del turismo, un fenomeno insieme tecnologico e umano, materiale e simbolico, economico e relazionale.
A seguire i quattro capitoli. 1) Connessioni e accessibilità: la rete come patrimonio. Il turismo non è solo un insieme di monumenti, ma un sistema di relazioni: la sua competitività dipende dalla qualità dei collegamenti fisici, digitali e sociali. L’accessibilità non è più solo un obbligo, ma un principio progettuale: pensare per esigenze specifiche migliora l’esperienza di tutti e rende i territori più resilienti. Anche le piattaforme digitali, tra mappe e recensioni, influenzano la reputazione delle destinazioni, ma il vero valore nasce quando queste connessioni si trasformano in collaborazione e benefici condivisi. Case study: l’analisi su Napoli dimostra come l’apertura dell’hub Ryanair nel 2016 abbia agito da leva di sviluppo, non omogenea. Il reddito medio è aumentato in tutta la città ma con una crescita significativamente maggiore nei quartieri del centro storico Unesco (+2.032 euro) rispetto a quelli non interessati dai flussi internazionali (+1.580 euro).
2) Cultura e rigenerazione: oltre la musealizzazione. La cultura è l’infrastruttura primaria dello sviluppo e non deve essere ‘piegata’ al turismo: le pratiche più autentiche nascono dai bisogni di una comunità. Il patrimonio culturale va visto come un presente attivo capace di generare nuovi linguaggi e coesione sociale. Il turismo è considerato sostenibile solo quando i valori che lo animano sono condivisi dalla comunità locale, evitando narrazioni statiche che svuotano di senso l’identità del territorio. In Italia quasi 2 presenze su 3 si concentrano in comuni a vocazione culturale. Case study: A Pollica, la dieta mediterranea è diventata una strategia di governo territoriale (food scape) che connette agricoltura, salute e turismo lento, trasformando un borgo in un laboratorio globale. Parallelamente, a Napoli, il sase study della Fondazione Foqus nei Quartieri Spagnoli mostra come la rigenerazione urbana e sociale possa precedere e guidare il successo turistico. Grazie a strumenti di analisi dei dati sviluppati con Almaviva, la Fondazione monitora l’impatto dei flussi per prevenire fenomeni negativi come la gentrificazione e mantenere l’equilibrio del tessuto sociale.
3) Infrastrutture e territorio: strumenti di governo e resilienza. Le infrastrutture sono il ‘sistema operativo’ dei territori e agiscono come dispositivi di regolazione dei comportamenti. Il documento chiarisce che il sovraffollamento è spesso causato da sistemi infrastrutturali incapaci di distribuire i visitatori nello spazio e nel tempo, piuttosto che da un eccesso di domanda. Nelle aree interne, infrastrutture leggere, mobilità dolce e servizi di prossimità diventano leve fondamentali contro lo spopolamento e l’isolamento. Case Study: i progetto Mappina a Napoli usa la mappatura collaborativa dei cittadini per far emergere patrimoni invisibili e ridistribuire i flussi urbani contribuendo a costruire nuovi immaginari collettivi. Il recupero del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa mostra come il restauro del patrimonio industriale, unito a interventi mirati sulla mobilità (nuove fermate ferroviarie), possa rigenerare l’economia locale.

