Milano, 28 apr. (Adnkronos) – iliad, l’operatore che ha messo al centro fiducia, innovazione e offerte accessibili a tutti, presenta oggi ‘Più Veloci’, una proposta per accelerare lo sviluppo delle reti mobili di nuova generazione. Un piano che punta a generare maggiore crescita per tutto il Paese: cittadini, imprese e operatori. L’idea nasce nell’ambito delle riflessioni che il settore porta avanti da più di un anno, in vista della scadenza nel 2029 delle licenze per l’uso del 73% delle frequenze complessivamente usate in Italia per la telefonia mobile. Le modalità di riallocazione di tali frequenze, saranno determinanti per creare le condizioni necessarie per assicurare un assetto di mercato concorrenziale e che permetta agli operatori italiani di investire nella realizzazione delle reti mobili del futuro. La decisione che si prenderà in questi mesi, pertanto, influenzerà le logiche di concorrenza, investimento e di sviluppo da qui al prossimo decennio con un impatto sulla crescita, competizione e innovazione del Paese.
È per questo che iliad intende ampliare la portata del dibattito pubblico sul tema, invitando così tutto il settore a vivere questo appuntamento con una logica rivolta al futuro e non al passato: è fondamentale guardare oggi agli applicativi e alle innovazioni dei prossimi dieci anni e alle infrastrutture necessarie per sostenerli. ‘Più Veloci’ intende superare la logica di breve termine e adottare una visione orientata alla crescita e al futuro, capace di anticipare i bisogni dell’industria e del sistema Paese, rafforzando così il ruolo dell’Italia nello sviluppo digitale, tecnologico ed economico. Il piano strutturale mira a garantire il ruolo delle infrastrutture di tlc come leva per la crescita economica e digitale dell’Italia, basata su quattro pilastri fondamentali: più frequenze per il futuro; più potenza al segnale della rete; più investimenti per il Paese; più qualità per tutti.
Lo spettro frequenziale, risorsa fondamentale per lo sviluppo delle reti mobili, è essenziale per abilitare le tecnologie del futuro come il 5G Standalone, l’ai e l’edge computing, che richiederanno reti sempre più performanti in termini di capacità, latenza, resilienza e sicurezza. Per questo, il primo pilastro di ‘Più Veloci’ punta ad ampliare la disponibilità di spettro destinato agli operatori mobili già in vista delle assegnazioni per i diritti d’uso in scadenza nel 2029. In questa prospettiva, per iliad è necessario avviare una ricognizione complessiva delle frequenze che potranno essere rese disponibili al settore. Occorre, inoltre, valutare l’utilizzo di porzioni di spettro ancora sottoutilizzate prendendo in considerazione anche soluzioni che consentano forme di ‘utilizzo duale’, ossia in condivisione tra soggetti diversi affiancando uso pubblico e commerciale.
Dal 1995 ad oggi, la dotazione frequenziale destinata alla telefonia mobile è sempre aumentata, al fine di supportare i salti tecnologici del settore, perché le applicazioni che usano le reti mobili come infrastruttura di base hanno sempre più bisogno di spettro. Per questo, è fondamentale continuare in questa direzione, così da rafforzare la dotazione frequenziale del Paese in modo coerente con i fabbisogni industriali e tecnologici del prossimo decennio. In questa prospettiva, un primo passo può essere rappresentato della banda 2.3 GHz, rispetto alla quale il Ministero delle Imprese e del Made In Italy ha già promosso una procedura per l’assegnazione temporanea dei diritti d’uso in alcune province.
Più spettro comporta una maggiore capacità potenziale ma affinché questa capacità si concretizzi e si possano sfruttare appieno le nuove frequenze, sono necessari limiti elettromagnetici in grado di supportare lo sviluppo delle reti e del settore. In Italia, l’innalzamento dei limiti a 15 V/m – entrato in vigore nel 2024 – ha rappresentato un importante passo in questa direzione, ma i vincoli emissivi in vigore rimangono più stringenti rispetto a quelli adottati nel resto d’Europa. Per questo, senza un ulteriore adeguamento dei limiti elettromagnetici, larghissima parte del valore industriale, tecnologico e sociale delle nuove frequenze rischia di essere vanificato.
In questa prospettiva, il secondo pilastro di ‘Più Veloci’ prevede l’avvio di un percorso che porti entro il 1° gennaio 2030 all’adeguamento dei limiti elettromagnetici italiani a quelli europei di 61 V/m. Inoltre, una maggiore disponibilità delle risorse frequenziali può tradursi in una leva per la crescita industriale, la competitività e la sovranità digitale solo se accompagnata da una visione strategica di lungo periodo. In quest’ottica, a fronte di un accordo di sistema, lo Stato potrebbe definire le priorità di intervento e indirizzare gli investimenti degli operatori verso obiettivi di interesse pubblico, chiedendo agli operatori di corrispondere il valore delle frequenze anche con piani di investimento ad alto impatto pubblico e sociale. In questo senso – con il terzo pilastro di ‘Più Veloci’ – iliad propone come primo impegno concreto e misurabile quello di accelerare il deployment del 5G Standalone (5G Sa) su scala nazionale.

