Roma, 27 apr. (Adnkronos Salute) – “Ogni anno la nostra attività di screening si è concentrata su una patologia oculistica con forte impatto sociale, con l’obiettivo di realizzare interventi di prevenzione mirati. Le malattie dell’occhio ad alta incidenza e potenzialmente invalidanti, infatti, sono quelle per cui la prevenzione risulta più efficace”. Così all’Adnkronos Salute Carlo Sprovieri, direttore Uoc Oculistica ospedale Murri Ast Fermo, tra i 17 medici a bordo della ‘Nave della salute’ di One Health Foundation, che da Ancona a Durazzo e ritorno ad Ancona il 23 e 24 aprile hanno effettuato in 10 ambulatori visite e controlli gratuiti ai passeggeri. L’obiettivo: promuovere a 360 gradi la salute e il benessere, ma soprattutto la prevenzione secondaria di patologie importanti.
“Molte di queste patologie – spiega Sprovieri – sono di tipo degenerativo e hanno un andamento lento e spesso silenzioso. Un esempio è il glaucoma, una malattia oculare subdola che, nelle fasi iniziali, non presenta sintomi percepibili dal paziente. Per questo motivo, uno screening esteso a diverse fasce d’età può permettere diagnosi più precoci e quindi una maggiore possibilità di trattamento”, sottolinea. “Nel corso delle attività – riferisce lo specialista – sono state individuate anche forme iniziali di maculopatie completamente sconosciute ai pazienti, in prevalenza giovani adulti albanesi, e ancora non percepibili sul piano clinico. In questi casi si è potuto indirizzare le persone verso controlli periodici e follow-up specialistici. Sono emerse inoltre situazioni di forte predisposizione al glaucoma, che hanno reso necessario l’invio a esami di approfondimento per una diagnosi più precisa, non sempre immediata nella fase iniziale della malattia”. In una precedente edizione dell’iniziativa, ricorda Sprovieri, “l’attenzione si era invece concentrata sulle patologie della cornea, un ambito in cui la prevenzione attraverso la visita oculistica di base risulta particolarmente efficace. Si tratta infatti di condizioni spesso individuabili già con un semplice controllo clinico, se effettuato in tempo”. Un “dato significativo” registrato negli ultimi 2 anni “riguarda la scarsa abitudine ai controlli oculistici: nella quasi totalità dei pazienti albanesi visitati sulla ‘Nave della salute’ di One Health non risultavano precedenti visite specialistiche, anche in persone che svolgono attività lavorative quotidiane come la guida. Solo in rari casi i pazienti avevano effettuato 1 o 2 controlli nel corso della vita; nella maggior parte, invece, non vi era mai stato un contatto con lo specialista”.
Queste iniziative, “insieme ad altre esperienze di medicina vascolare e prevenzione sul territorio, rappresentano però solo una parte di un fabbisogno molto più ampio – precisa l’esperto – Sono interventi importanti, ma ancora limitati rispetto alle necessità complessive. Nel campo dell’oculistica, in particolare, esistono già diverse esperienze di prevenzione itinerante realizzate anche attraverso ambulatori mobili e iniziative promosse da associazioni e strutture sanitarie. Tuttavia – fa notare Sprovieri – la prevenzione resta ancora insufficiente rispetto alla domanda”. Il “limite principale resta quello dei costi: la prevenzione richiede investimenti costanti, ma rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’impatto delle malattie nel lungo periodo”, conclude.

