Roma, 09 apr. (Adnkronos Salute) – “Con l’ultima Finanziaria il Governo ha preso atto che c’è un problema sulle liste d’attesa.
Ma ci avviciniamo alla Finanziaria del prossimo anno e nel 2027 c’è un baratro, perché il livello di adeguamento della spesa sanitaria non sarà in grado di coprire il trend dell’inflazione e quindi per Regioni che lavorano sui bilanci del 2026 – ma che guardano al 2027 – si dovrà capire che sostenere la sanità pubblica rientra nelle priorità. Noi in Emilia Romagna per garantire i Lea”, livelli essenziali di assistenza, “e qualcosina in più abbiamo aggiunto 800 mln l’anno, se non lo facessimo salterebbero tutti i Lea. Il mio primo atto è stata una manovra fiscale per sostenere queste risorse, tutte le Regioni vanno in questa direzione”. Così all’Adnkronos Salute Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, a margine dell’incontro ‘Innovaction – Dialoghi sull’innovazione accessibile’, promosso da Gsk e Adnkronos a Roma, commentando le parole della premier Meloni sulle liste d’attesa.
L’appello della premier Giorgia Meloni alle Regioni a fare squadra con il Governo nella lotta alle liste d’attesa “sarebbe l’assunto che 20 presidenti di Regione sono tendenzialmente 20 incapaci, che è anche statisticamente improbabile”. Sulla collaborazione “la disponibilità è massima, ma serve un adeguato finanziamento. Noi abbiamo delle idee, ma per sedersi ad un tavolo serve volerlo, serve una volontà sincera. Nel sistema delle Regioni ci sono anche i tecnici più competenti per rispondere alle liste d’attesa”. Commenta così all’Adnkronos Salute Michele de Pascale, le parole della premier Meloni sulle liste d’attesa. Secondo il presidente della Regione Emilia-Romagna: “Se c’è un problema in una regione si può pensare che sia colpa di chi l’amministra, ma se iniziano ad andare in crisi anche Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, forse qualche problema c’è. Poi i presidenti cambiano, ma i problemi rimangono. Le liste d’attesa sono un problema, non l’unico. La garanzia di farmaci innovativi oncologici non so se viene prima o dopo. Servono risorse adeguate per aumentare la produzione di prestazioni, poi l’appropriatezza e il governo della domanda. Serve prescrivere quando necessario e non far comandare Google. Se si vuole lavorare insieme si deve cambiare metodo”.

