Roma, 8 apr. (Adnkronos/Labitalia) – “La Casa Bianca ha emanato una nuova Proclamation che modifica in modo sostanziale il sistema dei dazi applicati dagli Stati Uniti, ai sensi della Section 232, alle importazioni di acciaio, alluminio e rame, inclusi i prodotti derivati. Le nuove disposizioni sono in vigore per tutte le merci immesse in consumo sul mercato statunitense, oppure prelevate da magazzino doganale per l’immissione in consumo, a partire dal 6 aprile 2026. Con il nuovo provvedimento, l’amministrazione statunitense introduce una struttura tariffaria semplificata e basata sul valore totale del bene importato, superando il precedente sistema fondato esclusivamente sul contenuto di acciaio, alluminio o rame”. A ricordarlo è ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese a inserirsi o esportare nel mercato americano.
Le nuove aliquote previste, analizza ExportUsa, sono le seguenti: dazio del 50% sul valore totale del prodotto per i beni composti interamente o quasi interamente da acciaio, alluminio o rame; dazio del 25% sul valore totale del prodotto per i beni derivati che contengono in misura sostanziale acciaio, alluminio o rame; dazio ridotto del 15% per specifiche categorie di macchinari industriali ad alta intensità di metallo e per apparecchiature destinate alle reti elettriche (tale aliquota agevolata resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027); dazio ridotto del 10% per i prodotti fabbricati all’estero ma realizzati interamente con acciaio, alluminio o rame di origine statunitense; esenzione totale dai dazi Section 232 per i prodotti nei quali il valore di acciaio, alluminio o rame è pari o inferiore al 15% del valore complessivo del bene importato.
“La revisione – spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa – risponde alle richieste delle imprese americane che da mesi segnalano le difficoltà operative legate al precedente sistema di calcolo. Fino ad oggi, infatti, il dazio veniva applicato soltanto sul valore del metallo contenuto nel prodotto, rendendo spesso complessa e incerta la determinazione dell’importo dovuto”.
“Con il nuovo modello, il dazio viene calcolato direttamente sul prezzo totale di importazione del prodotto, rendendo più immediata la classificazione e il calcolo delle imposte doganali. Per i prodotti primari in acciaio, alluminio o rame, in particolare quelli classificati nei Chapter 72 e 73 del tariffario doganale statunitense, non sono attesi cambiamenti sostanziali nelle aliquote. Tuttavia, il passaggio al calcolo sul valore totale del bene potrebbe generare nuove opportunità di ottimizzazione doganale e di riduzione del costo effettivo dei dazi attraverso specifici protocolli di importazione”, prosegue.
“Per i prodotti derivati – avverte il presidente di ExportUsa – la situazione appare più articolata. In generale, i nuovi criteri risultano più onerosi per i beni con elevato contenuto di metallo. Al contrario, i prodotti a elevato valore aggiunto, ad alta tecnologia o con una componente metallica limitata potranno beneficiare dell’esenzione prevista per i beni nei quali acciaio, alluminio o rame rappresentano meno del 15% del valore complessivo”.
“Particolarmente favorevole risulta, inoltre, il trattamento previsto per numerose categorie di macchinari industriali, componenti e apparecchiature destinate alle reti elettriche, che potranno beneficiare dell’aliquota ridotta del 15% fino alla fine del 2027”, conclude Lucio Miranda.

