Pil: S&P taglia stime Italia 2026 a +0,4%, rivisti al ribasso anche 2027-28

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Roma, 2 apr. – (Adnkronos) – Nell’attuale scenario di incertezza geopolitico – con rischi “chiaramente orientati al ribasso” e legati “in modo critico alla durata del conflitto” in Medioriente – l’agenzia S&P taglia in maniera netta le stime di crescita dell’Italia: una revisione in peggio che – rispetto alle previsioni di novembre 2025 – ora fissa a +0,4% la crescita del nostro Pil quest’anno seguita da + 0,8%. Si tratta per il 2026 di un taglio di 0,4 punti percentuali, l’intervento al ribasso più forte nell’ambito delle principali economie e pari a quello previsto per il Regno Unito (ma a +1%). Riviste in peggio (in entrambi i casi di 0,1 punti) anche le stime per l’Italia per il prossimo anno (con crescita allo 0,8%) e per il 2028 (a +0,7%)
Taglio anche per l’area euro, con una crescita nel 2026 stimata a +1% (- 0,2 punti), mentre il prossimo anno è vista a +1,2%. Invariata invece la previsione per il Pil globale che quest’anno dovrebbe crescere del 3,2%.
S&P spiega che “il conflitto in Medio Oriente, che ha determinato il più ampio shock dell’offerta energetica mai registrato, ha inciso in modo significativo sulle nostre prospettive globali per il 2026, neutralizzando un quadro precedentemente complessivamente favorevole”. Lo scenario di base elaborato dall’agenzia presuppone una conclusione del conflitto ad aprile e incorpora una crescita moderatamente inferiore, un’inflazione sensibilmente più elevata e – di conseguenza – un cambiamento nell’orientamento della politica monetaria. Infatti S&P esprime la possibilità che sia la Bce che la Bank of England (BoE) decidano un rialzo dei tassi già entro la fine di giugno.

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