Carmine Valentino anticipa il campo largo. Non tanto per il posizionamento tra gli scranni del consiglio provinciale, dove ha scelto di accomodarsi con la maggioranza mastelliana, anziché nei banchi dell’opposizione. Il fatto è che l’ex segretario provinciale dice che ha optato per tale collocazione in ossequio alle indicazioni del partito e alla linea congressuale, dimenticando che è preminente dar conto agli elettori, in questo caso sindaci e consiglieri, che lo hanno votato in una lista alternativa a quelle di Mastella. Oltretutto, il congresso si è tenuto prima del voto alla Rocca, quindi il Pd avrebbe avuto tutto il tempo per essere chiaro, annunciando prima delle elezioni che si sarebbe alleato a Noi di centro. Inoltre, la tesi di Valentino mette fuori gioco i consiglieri comunali di Benevento, poiché se il campo largo fosse già realtà, Fioretti e gli altri quattro dem sarebbero inadempienti, non osservando le indicazioni del partito, perché non si posizionano come campo largo a Palazzo Mosti. Ulteriore considerazione: Fusco e Marcantonio, presidente e segretaria, hanno contattato le altre componenti locali dello schieramento che sostiene Fico alla Regione per verificare la praticabilità del campo largo. Ma, se alla Provincia lo hanno già praticato, gli altri – Avanti Psi-Avs-Casa Riformista-Ndc e Verdi – cosa dovrebbero decidere? La sensazione è che a trainare il Pd verso un’intesa con Mastella siano più le vicende di Sant’Agata piuttosto che l’effettiva convinzione dell’opportunità del campo largo.

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