Milano, 26 feb. (Adnkronos) – Il Tribunale di Milano – sezione XV civile specializzata in materia di impresa – condivide il “legame tra l’incremento di Pm10 e l’aumento di malattie e mortalità” e la “pericolosità” dell’ex Ilva di Taranto sostenuto da un comitato di cittadini che si è rivolta ai giudici per vedere riconosciuto il diritto alla salute che ritengono messo in pericolo dall’impianto siderurgico. In particolare, nel decreto di oltre 50 pagine con cui si ordina la sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento, i giudici condividono la consulenza dei ricorrenti “in quanto basati su dati e considerazioni scientifiche ampiamente riconosciuti e documentati”.
In particolare, tra alcuni punti elencati si ricordano come “vari studi hanno dimostrato che gli inquinanti si presentano in concentrazioni maggiori nei quartieri Tamburi, Paoli VI e Statte”, ma anche come altri “vari studi hanno dimostrato la riduzione del Qi e disturbi del neuro sviluppo nei quartieri a ridosso dell’area industriale, disturbi maggiormente evidenti nelle aree di prossimità delle emissioni industriali ed in funzione inversa rispetto alla distanza dalle sorgenti. Si tratta di disturbi associati agli inquinanti metallici, in special modo il piombo”. Lo stabilimento “emette in ambiente 36.818 chili di piombo per anno (9 volte le emissioni dello stabilimento Eni) e 1.167 chili/anno di arsenico”.
Il Tribunale di Milano ricorda che “E’ stato più volte riconosciuto ed affermato il nesso causale tra l’esposizione alle polveri di natura industriale emesse dallo stabilimento e gli eccessi di morte e malattia nella popolazione tarantina”. Inoltre, la “significativa mortalità in eccesso” specie nei quartieri vicini allo stabilimento (Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo) – “è confermata, anche in anni recenti, fino al 2020” da uno studio. I rischi per quei lavoratori dell’area a caldo “sono stati riconosciuti in studi scientifici”. Per il Tribunale di Milano dalle “Vds 2021 e 2023 (Valutazione del danno sanitario, ndr) emergono in modo chiaro i rischi sanitari definiti non accettabili connessi all’esercizio dello stabilimento” e rischi “emergenti dall’attività produttiva dello stabilimento trovano ulteriore conferma nel parere Iss (Istituto superiore di sanità, ndr) del 24-27 luglio 2024”.

