Roma, 25 feb. (Adnkronos) – “Credo davvero che ieri sulla morte del ragazzo nordafricano freddato su un marciapiede a Voghera da un esponente leghista, nelle aule di giustizia del nostro Paese sia stata scritta una pagina che restituisce dignità ai suoi familiari e a coloro che 5 anni fa non si accontentarono di una verità di comodo viziata da una campagna di propaganda tossica, e da rapporti opachi con chi doveva guidare allora le indagini”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.
“E questo importante risultato -prosegue il leader di Si- si deve all’ostinazione dei familiari della vittima e dei loro avvocati che li hanno supportati da quel luglio 2021, all’impegno di chi nel mondo dell’informazione continuò a scavare sulle contraddizioni e sulle troppe ombre e stranezze che allora si allungarono sulle fasi iniziali dell’indagine della Procura di Pavia, tanto da farmi presentare nel novembre di 5 anni fa un’interrogazione parlamentare alla ministra della Giustizia dell’epoca: dall’autopsia effettuata in tempi record e senza avvisare gli avvocati, il video che mostrava come l’assessore leghista parlasse tranquillamente con i testimoni la sera stessa, le immagini che mostravano la familiarità dell’indagato con gli agenti della scientifica sul luogo della sparatoria, i troppi dubbi sulla gestione iniziale dell’indagine da parte della locale Procura. Come ha ricordato la sorella della vittima, alla fine -conclude Fratoianni- la verità è emersa e la giustizia ha fatto il suo corso. Ed è giusto che sia stato così. Perché in uno Stato di diritto non ci potrà mai essere spazio per i regolamenti di conti di improvvisati sceriffi o per le vendette degli autoproclamati giustizieri. E noi continueremo a batterci per questo”.
