«Il futuro del Sannio non si attende: si costruisce insieme». Andrea Esposito neo presidente di Confindustria, però, avrà da impegnarsi parecchio se vorrà concretamente riportare l’associazione all’unità, perché oggi, al di là di ciò che si vorrebbe far credere, Confindustria Benevento appare profondamente divisa. La stessa proclamazione di Esposito è avvenuta al termine di un’assemblea privata alla quale ha preso parte molto meno della metà delle aziende iscritte, 137 ossia il 33% delle 414 associate (di recente, si sono iscritti pure titolari di bar e ristoranti).
Un dato non certo esaltante, aggravato dalla pressoché totale assenza dell’imprenditoria di maggior rilievo, aziende note ben oltre i confini provinciali e regionali. Solo un caso che gli stessi imprenditori avevano disertato il consiglio generale un mese fa? Anche ieri mattina avevano assunto impegni inderogabili, nonostante dell’assemblea di ieri si fosse a conoscenza da tempo? Ha fatto eccezione il solo Giuseppe D’Avino che, tra l’altro, ricopriva il ruolo “istituzionale” di presidente del comitato dei saggi.
Assenze che non sono passate inosservate, tanto è vero che il presidente uscente – e rientrante, secondo i malevoli – Oreste Vigorito le stigmatizzerà con parole al cianuro. Evidentemente, l’ormai ex presidente ha compreso che il dissenso non è tanto nei confronti di Esposito, bensì molti non hanno condiviso il metodo di individuazione del successore, apparso imposto.
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