Roma, 17 feb. (Adnkronos) – “Qui state cercando di aggirare un divieto costituzionale giocando con le parole. E’ questo il punto. Non si decide se andare o no a un vertice, si decide se l’Italia accetta di legittimare un organismo pensato per soppiantare le Nazioni Unite, nate nel 1945 dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale. Si decide se l’Italia accetta di partecipare allo smantellamento del diritto internazionale per sostituirlo con la legge del più ricco e del più forte”. Lo dice Elly Schlein parlando in aula alla Camera per le comunicazioni di Antonio Tajani sulla partecipazione dell’Italia da ‘osservatore’ alla riunione del Board of Peace.
“Ecco, il Board of Peace nasce dentro questa logica e ne è la piena espressione. Vuole sostituire le regole decise insieme con i rapporti di forza, sostituire la diplomazia con gli affari” e “voi anziché farglielo notare, vi siete scusati con lui di non poter aderire perché purtroppo c’è la Costituzione. Ma per fortuna c’è la Costituzione italiana, diciamo noi. La Costituzione non è un fastidio burocratico, è un argine”.
“L’articolo 11 è chiaro: l’Italia ripudia la guerra e consente in condizioni di parità alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ragionamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni. E qui la parità non c’è. Trump sarà il capo assoluto a vita di questa organizzazione privata che sembra più una società immobiliare. Un paese come il nostro, con la sua alta tradizione diplomatica, può partecipare a un club privato comandato da un capo per fare affari? E si chiede al Parlamento di benedire una presenza da osservatori, per non dire da subordinati: l’Italia potrà quindi ascoltare, ma non parlare. Potrà applaudire e, se fa la brava, potrà magari spartirsi qualche appalto nella ricostruzione”.
