Milano, 11 feb. (Adnkronos) – “Non ci sono prove. Per otto mesi il pubblico ministero ha voluto vedere in me il biondo con gli occhi azzurri, io vi dico: fermatevi, non è mai troppo tardi”. Lo afferma, nelle sue brevi dichiarazioni spontanee, Dmitry ‘Dima’ Chirakadze, l’uomo con legami con funzionari e oligarchi russi arrestato nel giugno 2024 in un filone dell’inchiesta sulla fuga di Artem Uss.
Il 55enne, condannato a tre anni e due mesi dal tribunale di Milano in quanto ritenuto il coordinatore della fuga di Uss, figlio di un oligarca vicino a Putin evaso dai domiciliari nel marzo 2023 mentre era in attesa di essere estradato negli Usa, continua a negare le accuse. “Ho passato due settimane in isolamento senza possibilità di aprire un libro, sono quasi diventato pazzo”. La sentenza del processo d’appello è attesa per il prossimo 26 febbraio.

