Referendum: Mulè, ‘da Cassazione plastica dimostrazione giustizia politicizzata’

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Roma, 7 feb. (Adnkronos) – Una metafora che riassume, tra i tanti, un ottimo motivo per votare ‘sì’ al referendum sulla separazione delle carriere è quella di evitare che l’arbitro (cioè il giudice) indossi la stessa maglia di una delle squadre (il pubblico ministero). In questo Paese succede, oggi, che nel collegio della Corte di cassazione chiamato a pronunciarsi su un ricorso dei sostenitori del ‘no’ ci siano giudici dichiaratamente schierati dalla parte del ‘no’. A chi ha dato ragione il collegio della Cassazione? Ai sostenitori del ‘no’. Si aggiunga che tra questi giudici c’è anche l’ex presidente della commissione Giustizia della Camera dei deputati del Partito democratico -rientrata in magistratura e promossa dopo l’esperienza in Parlamento- coinvolta nella vicenda denunciata da Luca Palamara riguardo ad alcune nomine in importanti uffici giudiziari. Ora, mi chiedo: come si può essere tranquilli e sereni davanti a un collegio di Cassazione che comprende presenze così smaccatamente di parte? Non è forse questa la plastica dimostrazione di una giustizia politicizzata?” Lo afferma Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia Italiua e vicepresidente della Camera e responsabile della campagna referendaria per il Sì del movimento azzurro.
“Come si può pensare -aggiunge- che questa sia una giustizia giusta, con giudici terzi e imparziali? Ecco, questo avviene in Italia. Ed è per questo che è necessario votare Sì al referendum”.

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