Anatomia dell’Ice: cos’è l’agenzia, chi è l’uomo forte Bovino (e cosa dicono i colleghi)

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(Adnkronos) – La battaglia di Minneapolis ha portato alla ribalta un’agenzia federale spesso citata ma poco conosciuta nei suoi meccanismi interni. Ma perché l’Ice è diventata lo strumento privilegiato dell’amministrazione Trump? Chi è Greg Bovino che la guida, e sotto quali pressioni – operative, mediatiche e umane – si muovono i suoi agenti?
L’Immigration and Customs Enforcement (Ice) è un’agenzia federale di polizia che dipende dal Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs). Nasce formalmente il 1° marzo 2003, come conseguenza diretta degli attentati dell’11 settembre 2001 e della grande riorganizzazione dell’apparato di sicurezza statunitense voluta da George H.W. Bush e dal Congresso con l’Homeland Security Act.
Prima di allora, le funzioni oggi svolte dall’Ice erano accorpate nel vecchio Immigration and Naturalization Service (Ins). La riforma post-11 settembre spezza quell’agenzia e redistribuisce le competenze: il controllo dei confini fisici va alla Border Patrol (all’interno della Customs and Border Protection), la gestione amministrativa dell’immigrazione a Uscis, mentre l’Ice diventa il braccio operativo interno della lotta alla migrazione irregolare.
È questa la sua caratteristica chiave: a differenza della Border Patrol, che opera principalmente lungo i confini e nella fascia di 100 miglia dalla frontiera, l’Ice ha un mandato pieno su tutto il territorio nazionale. Può operare nelle città, nei quartieri residenziali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli ospedali. È l’agenzia incaricata di individuare, arrestare, detenere e deportare cittadini stranieri già presenti negli Stati Uniti.
È proprio questa natura giurisdizionale a spiegare perché, nel secondo mandato, Donald Trump abbia scelto l’Ice come strumento centrale della sua battaglia politica contro l’immigrazione illegale.
La promessa elettorale di Trump era esplicita: la più grande operazione di deportazione nella storia americana, accompagnata da un messaggio politico altrettanto chiaro contro le cosiddette , le città guidate in larga parte da amministrazioni democratiche che limitano la cooperazione con le autorità federali sull’immigrazione.
L’Ice è lo strumento perfetto per questo obiettivo. Non risponde a sindaci o governatori, non dipende dalle polizie locali, non ha limiti geografici interni. Rafforzando le sue due anime operative – l’Enforcement and Removal Operations (Ero), che effettua arresti e deportazioni, e la Homeland Security Investigations (Hsi), che conduce indagini più complesse – la Casa Bianca ha di fatto costruito una polizia federale capace di proiettare il potere dell’esecutivo nel cuore delle roccaforti politiche avversarie.
Minneapolis, città democratica in uno Stato democratico e storicamente classificata come sanctuary city, diventa così un bersaglio naturale: non solo per ragioni operative, ma per il valore simbolico dello scontro istituzionale.

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