Fedeli: Boccia, ‘riformista e rivoluzionaria, donna che ha dato senso alla parola impegno’

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Roma, 20 gen. (Adnkronos) – “Oggi ricordiamo una donna che ha dato senso alla parola impegno e che ha attraversato le istituzioni senza mai separarle dalla vita concreta delle persone. Valeria ha fatto politica con le donne e per le donne, per chi lavora, per chi studia, per chi chiede dignità e futuro. In questi giorni abbiamo riletto e ricordato molte sue parole. Una frase, più di altre, ne restituisce la forza e la lucidità: ‘Io determinata… sono gli uomini che non sono pronti’. Non era una battuta. Era una diagnosi. Valeria aveva compreso che la libertà delle donne è una prova decisiva della democrazia, un banco di verità che interroga tutti noi uomini”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia ha ricordato a nome del Pd, nell’aula di Palazzo Madama. la figura di Valeria Fedeli recentemente scomparsa.
“Per lei il femminismo non era un’etichetta, ma una pratica quotidiana di giustizia. Per questo non si può ricordare Valeria Fedeli senza ricordare il movimento “Se non ora quando”, che contribuì a fondare quando la dignità delle donne era ai margini del dibattito pubblico. E per questo nasce, con la sua determinazione contagiosa, la Commissione parlamentare sul femminicidio: perché la violenza contro le donne non è un fatto privato, ma una violazione dei diritti umani che riguarda ciascuno di noi. Valeria chiamava i problemi per nome. E pretendeva risposte. Valeria è stata una grande dirigente sindacale. Conosceva il lavoro perché lo aveva vissuto e ascoltato. Conosceva molto bene il settore tessile, dove paradossalmente il lavoro femminile era spesso invisibile e più esposto. È lì che ha imparato che i diritti non si proclamano: si costruiscono, con tenacia e rispetto. La parità di genere, per lei, non è mai stata un principio astratto. Era una terra da conquistare giorno dopo giorno. Diceva che riconoscere le donne nella storia collettiva rende più matura la democrazia”.
“E con la stessa radicalità ha difeso il diritto all’istruzione, soprattutto per le giovani donne nei contesti più difficili: la conoscenza come cammino di libertà, non come privilegio. Scuola, rispetto, educazione alla parità erano per lei fondamenti della cittadinanza, non capitoli accessori. Una donna che non ha mai coltivato solitudini di potere, ma legami, comunità, relazioni. E accanto a lei, sempre, Achille Passoni. Compagno di vita e di impegno, condivisione piena, silenziosa e forte, con l’amore comune di Valeria e Laura. Insieme hanno dimostrato che la politica può essere anche cura, fedeltà, responsabilità reciproca, senza perdere radicalità. A lui va oggi il nostro pensiero più affettuoso e riconoscente. Valeria Fedeli è stata nello stesso tempo: riformista e rivoluzionaria, intransigente nei valori, capace di dialogo senza mai arretrare. Convinta che dalla trattativa ci si alza per ultimi. Solo dopo aver fatto la sintesi. Va via con lei un pezzo importante della storia del lavoro, del femminismo, della sinistra in Italia”.

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