“Le risorse non mancano, il favore delle norme neanche”. Nicola Boccalone dissente dalla facile affermazione che le disfunzioni della sanità sannita siano da motivare prioritariamente con una carenza di fondi.
Come ex manager ed esperto di questioni contabili da cosa deriva questo suo convincimento?
“La giacenza di cassa di ben oltre 59 milioni di euro al 31.12.2024 rende evanescenti le dichiarazioni di chi intende giustificare le disfunzioni per la mancanza di adeguate risorse, palesando invece inconsistenza gestionale per incongrua programmazione e capacità di spesa”.
Ma, secondo lei, il Pronto Soccorso è carnefice o vittima o entrambe le cose per il Sistema Sanitario?
“È una riflessione che andrebbe affrontata prima ancora di prendere posizioni nette e cogliere le ragioni per cui la quali-quantità dei servizi resi colloca la sanità campana alle ultime posizioni delle valutazioni delle Agenzie accreditate. Sarebbe stato sufficiente che gli interessati al sistema avessero esercitato fino in fondo ogni azione a tutela dell’integrità del sistema? Le disfunzioni erano tutte note, anche se non pubbliche. Era tutto scritto negli atti gestionali relativi alle dinamiche aziendali, bastava leggerli. Le disfunzioni del Pronto Soccorso del San Pio sono la spia che il serbatoio della qualità gestionale è ampiamente in riserva. Il cruscotto delle conoscenze è tutto a luci rosse, da tempo. Il patto di salute tra il territorio e il sistema sanitario regionale si è rotto, da tempo. La mobilità passiva verso strutture del Nord è il sintomo per eccellenza del venir meno del patto con il territorio”.
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