Imprese, Corvi (Unifarco): “L’azienda è delle persone, sì a cultura dell’errore per continuare a innovare”

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Roma, 6 nov. (Adnkronos/Labitalia) – “Le responsabilità sono comuni per il bene dell’impresa. L’azienda non è secondo me né dei proprietari, men che meno dei manager: l’azienda è fatta dalle persone. La responsabilità della proprietà è quella di garantire la continuità dei valori, che è la cosa principale soprattutto per noi imprenditori di prima generazione. Dobbiamo trasmettere al nostro management e alle persone che lavorano con noi l’importanza dei valori che sono serviti a creare quell’impresa, quella continuità che non deve essere persa. Ovviamente poi il management ha una responsabilità importante in quella che è la gestione, nella capacità di innovare e nella capacità di sbagliare. Questa è un’altra cosa secondo me molto importante che noi come imprenditori dobbiamo garantire, direi quasi incentivare: la capacità delle persone di provare a fare delle cose, con dati e piani ben precisi, ma senza avere il timore o la paura folle di sbagliare, perché questo porta all’immobilismo, a fare quello che si è sempre fatto e a stratificare attività che poi diventano pesanti”. Così Luigi Corvi, co-fondatore e presidente Unifarco, intervenendo nel corso della prima giornata di lavori del Festival dell’Impresa 2026, in svolgimento dal 6 all’8 novembre a Bergamo e promosso da ItalyPost con Confindustria Bergamo tra i promotori.
“Non c’è più quel cambio di comportamento necessario al giorno d’oggi, visto che tutto si evolve velocemente e quello che era vincente solo quattro o cinque anni fa oggi non lo è più. Bisogna sempre cercare l’innovazione e fare quel passo in avanti. Per quello che riguarda il manager, la sua capacità di parlare con l’imprenditore non è scontata: ci sono dirigenti che hanno grande esperienza di multinazionali e non hanno imparato ad avere a che fare con una proprietà. Lavorare a stretto contatto con i proprietari di un’azienda può anche essere complesso, ma ritengo che sia una grande sfida per entrambe le categorie”, aggiunge.
“Unifarco è sempre stata un’azienda molto innovatrice, ‘ossessionata’ dal rapporto col proprio cliente e dalla qualità del prodotto. In questi casi nulla è cambiato rispetto a prima: ovviamente cambiano i competitor e gli scenari, ma ritengo comunque che un’azienda che si pone sempre questi grandi punti di riferimento, che sono la qualità del prodotto e la manifattura da un lato e il cliente dall’altro, non possa sbagliare. Solo in questo modo, ponendo grande attenzione a queste due aree, si può innovare, modificare e adattarsi a un mercato che chiaramente è cambiato”, conclude.

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