Gareth Thomas: “Poca consapevolezza su Hiv, va portata all’attenzione dei media”

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Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) – “Sebbene la scienza e la medicina siano a un livello avanzato, l’Hiv è quasi come un movimento sotterraneo di cui nessuno parla e di cui nessuno si occupa. Come persona che convive con l’Hiv, ho un ruolo da svolgere grazie alla mia esperienza vissuta, ma anche le persone che non convivono con l’Hiv hanno un ruolo. La bellezza di una squadra è che, come nel rugby, ognuno ha una stazza diversa, ognuno ha abilità diverse, ognuno ha caratteristiche diverse, eppure si usano queste differenze per unirsi e cercare di raggiungere un unico obiettivo. Perciò tutti devono capire che, indipendentemente dalla propria sessualità, dal proprio genere, dalla religione o da qualsiasi altra caratteristica, dobbiamo tutti unirci attorno allo stesso messaggio per vincere la sfida comune e porre fine allo stigma”. Così Gareth Thomas, ex capitano della nazionale gallese di rugby e dei British & Irish Lions, intervenendo oggi a Casa Gsk a Roma all’incontro rivolto ai dipendenti della farmaceutica e di ViiV durante il quale sono stati presentati i risultati dell’indagine condotta per ViiV Healthcare, in collaborazione con Terrence Higgins Trust nell’ambito della campagna ‘Tackle Hiv 2026 italia’ di cui Thomas è protagonista.
“Quando si parla di Hiv o di Aids, è una conversazione che la gente è riluttante ad affrontare – rimarca Thomas – Le persone non ne parlano a casa, al parco, mentre camminano, al bar o al ristorante. Di conseguenza, se non vivono direttamente a contatto con chi convive con l’infezione e se pensano che non sia un loro problema o qualcosa di cui dover parlare, allora il discorso non si diffonde”.
L’obiettivo della campagna ‘Tackle Hiv 2026’ è “diffondere consapevolezza sul tema, un messaggio che va amplificato e portato ai media e alla società, affinché tutti facciano la loro parte. E anche perché tutti comprendano l’importanza del test e il fatto che, indipendentemente dalle proprie caratteristiche, dal colore della pelle, dall’essere gay, bisessuali o eterosessuali, c’è comunque la probabilità e la possibilità che l’Hiv possa colpire”, conclude.

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