Rimini, 5 nov. (Adnkronos) – “L’Italia è prima in Europa per riciclo pro capite dei rifiuti di imballaggio, in particolare ci sono regioni che ci hanno permesso di raggiungere questo obiettivo, ma ce ne sono altre purtroppo ben distanti dall’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Tra le fragilità del sistema le infrastrutture a supporto. In alcune regioni c’è anche un tema legato all’impiantistica che per la sua realizzazione riscontra criticità tra ritardi e scelte politiche divergenti rispetto all’indirizzo nazionale. Altro tema è quello della qualità della raccolta differenziata: l’informazione che deve arrivare ai cittadini nel separare correttamente i rifiuti, in particolare quelli di imballaggio”. Così Fabio Costarella, vicedirettore generale Conai, ai microfoni dell’Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre.
Come è possibile sviluppare un mercato funzionante in Italia sulle materie prime seconde? Basta guardare “alla crisi delle materie prime degli imballaggi in plastica, cosa che abbiamo già vissuto nel 2007 e nel 2008 anche sui comparti di carta e cartone e vetro”, replica Costarella. “In Italia, così come in Europa, giochiamo una partita con regole diverse rispetto al resto del mondo, quindi stiamo cercando insieme a tutti i portatori di interesse del comparto industriale degli imballaggi a fare in modo che si creino delle regole all’interno di un mercato unico europeo privilegiando la materia prima seconda che arriva dalle raccolte differenziate dei comuni italiani rispetto a ciò che arriva dall’estero. Quindi è opportuno a tutela del mercato industriale nazionale ed europeo stabilire delle regole con dei requisiti sulle materie prime vergini che arrivano da noi e devono essere utilizzati riciclatori. Regole più chiare possono contribuire a far sì che questo sistema dia un contributo all’economia nazionale”.

