Lavoro, AI e competenze del futuro: Torino capitale mondiale della formazione con ETF

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Roma, 4 nov. (Adnkronos) – Le competenze come motore della crescita economica, strumento di inclusione sociale e fattore strategico per la competitività dell’Europa. Ma anche come risorsa per affrontare le trasformazioni tecnologiche, accompagnare le migrazioni e contribuire alla ricostruzione dei Paesi colpiti dalle guerre. Sono questi alcuni dei grandi temi al centro del Torino Global Skills Summit 2026, l’appuntamento internazionale promosso dalla European Training Foundation (ETF), l’agenzia dell’Unione europea con sede a Torino, in programma dal 23 al 25 novembre alle OGR, le Officine Grandi Riparazioni del capoluogo piemontese.
Per tre giorni Torino riunirà rappresentanti delle istituzioni europee, ministri e responsabili delle politiche del lavoro e dell’istruzione, organizzazioni internazionali, imprese, istituzioni finanziarie, università, esperti e giovani provenienti dall’Unione europea e dai Paesi partner dell’ETF, dai Balcani occidentali all’Europa orientale, dal Mediterraneo all’Asia centrale e all’Africa.
L’obiettivo è mettere al centro del dibattito internazionale una delle questioni decisive per il futuro economico e sociale dell’Europa: come formare le persone per professioni che cambiano sempre più rapidamente e come evitare che la carenza di competenze diventi un ostacolo alla crescita, all’innovazione e alla coesione sociale.
Il Summit si inserisce nel quadro della strategia europea Union of Skills, lanciata dalla Commissione nel marzo 2025 per rafforzare la qualità dell’istruzione, migliorare la formazione professionale, promuovere l’apprendimento permanente e rendere più facile il riconoscimento delle qualifiche e delle competenze tra i diversi Paesi. L’iniziativa fa inoltre parte delle attività della European Skills and VET Week, dedicate alla valorizzazione delle competenze e della formazione professionale.
Il punto di partenza è una contraddizione che interessa molte economie avanzate: mentre una parte della popolazione fatica a trovare lavoro, numerose aziende non riescono a reperire i profili professionali necessari. L’accelerazione dell’innovazione tecnologica, l’invecchiamento demografico e la transizione energetica stanno modificando la domanda di lavoro più velocemente di quanto i tradizionali sistemi di istruzione e formazione riescano ad adattarsi.
Il programma si articolerà attorno a tre percorsi principali, Skills for People, Skills for Business e Skills for Society, pensati per esaminare il ruolo delle competenze da prospettive differenti ma strettamente collegate.
Il primo, dedicato alle persone, affronterà il tema dell’accesso alla formazione durante l’intero arco della vita, superando l’idea che l’apprendimento sia concentrato esclusivamente negli anni della scuola e dell’università. Una particolare attenzione sarà riservata alle opportunità di riqualificazione professionale, alla possibilità di acquisire nuove competenze durante la carriera e alle politiche per favorire l’occupazione dei giovani, delle donne e delle persone con disabilità.
Un capitolo specifico riguarderà la mobilità internazionale dei lavoratori e il riconoscimento delle qualifiche professionali, con particolare riferimento al Mediterraneo. Il tema è quello della cosiddetta portabilità delle competenze: rendere confrontabili e riconoscibili conoscenze ed esperienze maturate in Paesi diversi, facilitando i percorsi di formazione, l’inserimento nel mercato del lavoro e la mobilità professionale. Una questione che coinvolge le politiche migratorie, le relazioni tra Europa e Paesi vicini e la capacità delle imprese di accedere a personale qualificato.

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