Le amministrative dell’anno prossimo potrebbero fare il miracolo: Viespoli e Del Basso De Caro si ritroveranno dalla stessa parte. Ma non nel ruolo di condottieri, perché non aspirano a rifare o fare il sindaco. Fatto sta che i due ex sottosegretari sono stati avversari da una vita, tranne qualche rara occasione, come il sostegno sotterraneo garantito nel 2001 da Del Basso De Caro, determinante al ballottaggio per far prevalere Sandro D’Alessandro su Pasquale Grimaldi. Per il resto, sempre su sponde opposte. L’accordo tra i due sembrò cosa fatta nel 2011, quando la ricandidatura di Fausto Pepe era stata posta in discussione, ma fallì anche quel “patto della sopressata” come furono etichettate le trattative svoltesi a casa di Federico Paolucci: Viespoli, per coerenza, non accettò Pietro Iadanza candidato sindaco in quanto assessore uscente della giunta Pepe.
Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti del Sabato e del Calore. La città è in declino, una condizione che rischia di diventare irreversibile, questo è il momento di unirsi, incentivare il confronto, partecipare a un dibattito, sapendo che c’è una Benevento che non si rassegna, che vuole discutere, che vuole confrontarsi e anche combattere. Ieri mattina, nella sala Vergineo è partita una lunghissima elettorale per costruire l’alternativa all’attuale governo cittadino, si lavorerà per mettere insieme tutti quelli che la pensano in modo diverso, che chiedono di voltare pagina, che chiedono un nuovo metodo: “Vi candidate voi che siete vecchi a rappresentare il rinnovamento, dice qualcuno, no, io personalmente no, non ho alcun interesse, come credo pure Pasquale”, garantisce Del Basso. Rafforza il concetto citando Tucidide che diceva; “Per vincere le guerre occorrono le lance dei giovani guerrieri e la saggezza dei vecchi comandanti”. Il loro ruolo è dare una mano a costruire un programma e una coalizione. Il candidato sindaco? Sarà scelto con le modalità che la coalizione stabilirà, probabilmente mediante primarie, il metodo più democratico” (musica per le orecchie di Angelo Moretti, ieri assente a differenza di altri indiziati di voler concorrere come Gino Abbate, Nicola Boccalone, Nazzareno Orlando e Nicola De Luca.
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