Le truppe anti-mastella preparano l’assalto. Prima la conferenza stampa di 10 consiglieri dell’opposizione pronti con un proprio dossier ad elencare tutte le manchevolezze dell’amministrazione, poi ieri la manifestazione pubblica organizzata dall’opposizione consiliare (Pd, Avs, Città aperta, Civico22 e riformisti) per richiedere le dimissioni del sindaco e la fine della sua amministrazione. Spallate forti quelle dirette al primo cittadino che incassa ma tira dritto. Ieri il corteo partito dalla biblioteca provinciale fino alla Prefettura ha visto la presenza di molte persone, qualcuno è anche intervenuto, con loro gran parte dell’opposizione, anche Del Basso De Caro: tutti uniti nel chiedere le dimissioni del sindaco e la fine dell’amministrazione Mastella. Cartoncini con lo sfondo rosso: “La città chiede le dimissioni della Giunta Mastella”, accompagnato dal coro ‘Benevento libera’. Interventi di diversi consiglieri, mentre a sintetizzare il significato del corteo anti-governo Mastella è Floriana Fioretti, alla guida del gruppo più nutrito di consiglieri che siedono tra gli scranni dell’opposizione.
“Dalle criticità della viabilità, del traffico e dei parcheggi alla carenza di manutenzione nei quartieri e nelle contrade; dai problemi dell’edilizia popolare ai ritardi dei cantieri Pnrr; dalla pressione fiscale alle difficoltà dei lavoratori e degli operatori economici, abbiamo portato nelle istituzioni le istanze dei cittadini”, è l’opinione di Fioretti che aggiunge: “Non sono mancate battaglie concrete, come quella contro lo spostamento del terminal bus da piazzale Venanzio Vari e quella relativa a piazza Pacca, insieme alle iniziative per la tutela ambientale dei fiumi Sabato e Calore. Dopo cinque anni, la città ha bisogno di superare l’immobilismo. Per questo vogliamo costruire un’alternativa credibile all’amministrazione Mastella. Da questa piazza lanciamo un patto per il riscatto della città. Un patto fondato sulla partecipazione, sulla trasparenza, sulla libertà e sulla dignità delle istituzioni”.
Ipercritico anche Angelo Miceli di Città aperta. A suo dire, c’è una connessione diretta tra il declino socio-economico della città e le colpe dell’amministrazione.

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