Milano, 23 ott. (Adnkronos) – Nulla di certo, ma una promessa: “Non ci fermeremo”. Milano e non solo si prepara a scendere di nuovo in strada per protestare contro il carovita e lo fa senza dare punti di riferimento. Per oggi, sabato 24 ottobre, nel capoluogo lombardo è annullato il ritrovo annunciato in piazza Duomo e bisognerà attendere, fino alle 14.30, per sapere i tre punti distinti della città scelti come ritrovo.
“Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo. Non è una sorpresa ma anzi la conferma di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, le manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti. Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile”. Lo sottolinea il Movimento 17 ottobre annunciando che “per questo le piazze annunciate per sabato sono annullate”.
“Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli – si legge nel comunicato postato sui social – Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo. Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate ‘be water'”. Quindi, spiegano, “la strategia è la seguente: le piazze iniziali non sono più valide. Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto”.
“Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento – dicono ancora – Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce. Ogni gruppo si dirige verso il concentramento geograficamente più vicino. Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso. Alle 15.30 comunicheremo la piazza finale. I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno”. Infine il movimento spiega “perché lo facciamo”. “Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto – conclude il movimento che firma M1710 – Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata. Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno. Ci organizziamo”.
L’idea è quello di più sciami che arrivano veloci, compatti, che si lasciano guidare, ma non intrappolare in ‘zone rosse’. “La piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto”, scrive il Movimento nato dopo la guerriglia urbana che ha devastato e saccheggiato la città sabato 17 ottobre e domenica 18. Una distruzione che ha portato alla risposta veloce e ferma dell’esecutivo.
L’attenzione per le manifestazioni annunciate per oggi in diverse città italiane – da Milano a Roma, da Bologna a Genova, fino a Bari – è massima. Dopo i disordini dello scorso fine settimana nel capoluogo lombardo, il sistema di prevenzione nazionale è in allerta per prevenire devastazioni e scontri. E il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, da Treviso, ha sottolineato: “Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis”. Il monitoraggio delle chat e delle piattaforme social dove si veicolano le informazioni per organizzare eventuali blitz estemporanei, già avviato nei giorni scorsi, si fa via via più attento anche in vista del cambio di rotta del movimento 17 ottobre.
Per quanto riguarda Roma, è massima l’allerta anche per intercettare eventuali ‘infiltrati’ al corteo e nel monitoraggio degli ambienti degli ultras che potrebbero organizzare ‘contro-mobilitazioni’ per presidiare le aree urbane. Il piano sicurezza per fronteggiare la giornata di domani, quando sono previste due manifestazioni per cui è stato chiesto regolare preavviso mentre sono annunciate altre mobilitazioni del Movimento 17 ottobre, è stato varato nel corso di un tavolo tecnico, presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia messa a punto, detta di ‘saturazione’, ha come obiettivo quello di mappare e presidiare tutti gli spazi del territorio sia reali che virtuali considerati a rischio con controlli a tappeto, anche preventivi, in tutte le zone del centro storico, e in particolare nei luoghi di possibile aggregazione, sulle strade che conducono dalla periferia al centro e sulla rete della metropolitana.

