Thailandia, il ministro degli Esteri Phuangketkeow: “Puntiamo ad accordo commerciale con l’Ue entro l’anno”

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(Adnkronos) – L’Unione europea e la Thailandia potrebbero concludere entro la fine del 2026 i negoziati per un accordo di libero scambio, per arrivare alla firma nel corso del prossimo anno. È l’obiettivo indicato dal vicepremier e ministro degli Esteri thailandese, Sihasak Phuangketkeow, in un’intervista esclusiva all’Adnkronos, realizzata a Roma durante la sua missione diplomatica in Europa.
Diplomatico di carriera, già presidente del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Phuangketkeow guarda all’Europa come a un partner sempre più importante per diversificare gli scambi commerciali in un mondo segnato dal protezionismo e dalla competizione tra grandi potenze.
Nell’intervista affronta anche le opportunità per le imprese italiane, dai trasporti ferroviari all’intelligenza artificiale, le conseguenze della crisi mediorientale sulla sicurezza marittima e le tensioni nel Sud-est asiatico, con un’apertura al dialogo con il Myanmar nonostante le controverse elezioni organizzate dai militari.
Ministro, partiamo dalle relazioni tra Italia e Thailandia. Qual è il loro stato attuale e quali prospettive vede per il futuro?
“Abbiamo una storia molto lunga, che risale a quasi 160 anni fa. Celebreremo questo anniversario tra due anni. Esiste un’autentica amicizia e una reciproca considerazione tra i nostri Paesi, ma credo che la cosa più importante sia guardare avanti e capire come rafforzare questa relazione, individuando nuovi settori di cooperazione.
Sono ottimista perché la Thailandia si trova in una parte del mondo sempre più importante, l’Indo-Pacifico, riconosciuto come uno dei principali centri della crescita economica globale. All’interno di questa regione c’è l’Asean e la Thailandia ne rappresenta la seconda economia, oltre a occupare una posizione geografica centrale. Possiamo quindi essere una porta d’accesso all’intero Sud-est asiatico.
La nostra economia sta attraversando una trasformazione. Abbiamo settori tradizionalmente forti, come l’agricoltura, l’industria alimentare, il turismo, l’automotive e l’elettronica, ma stiamo avanzando rapidamente verso l’economia digitale e quella verde.
Negli ultimi anni abbiamo registrato importanti flussi di investimenti, soprattutto nelle nuove industrie. Una parte significativa ha riguardato i data center, che rappresentano un’infrastruttura fondamentale per la nuova economia. Siamo anche parte della catena di approvvigionamento dell’intelligenza artificiale.

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