AI, quasi 19 milioni di italiani usano gli assistenti: ChatGPT perde terreno, Gemini avanza

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Roma, 20 ott. (Adnkronos) – L’intelligenza artificiale è ormai entrata nelle abitudini quotidiane di milioni di italiani. Ad agosto 2026 gli assistenti AI hanno raggiunto 18,9 milioni di visitatori unici in Italia, più del doppio rispetto ai circa 9 milioni registrati a gennaio 2025. Quattro italiani online su dieci utilizzano questi strumenti, ma mentre la diffusione continua ad allargarsi, cambiano le modalità di utilizzo e gli equilibri tra le piattaforme: ChatGPT resta saldamente in testa, ma perde quote di pubblico a vantaggio dei concorrenti, a cominciare da Google Gemini.
È quanto emerge dalle nuove elaborazioni di Sensemakers su dati Comscore, realizzate in occasione del Netcomm FOCUS Digital Marketing & Channel Strategy, che fotografano un mercato in rapida trasformazione, con conseguenze non soltanto sulle abitudini digitali degli utenti, ma anche sulla ricerca online e sulle strategie pubblicitarie delle aziende.

La penetrazione degli assistenti AI sulla popolazione digitale italiana è passata dal 20% di inizio 2025 al 40% di agosto 2026, riducendo il divario rispetto agli altri Paesi, dove la percentuale si attesta tra il 44% e il 46%. La crescita, tuttavia, sta rallentando: se nel primo semestre del 2025 l’adozione era aumentata di nove punti percentuali, nei primi sei mesi del 2026 il progresso si è limitato a due punti.
A crescere è soprattutto l’intensità dell’utilizzo. Nel primo semestre 2026 gli italiani hanno trascorso in media 80 minuti al mese sugli assistenti AI, contro i 44 minuti dell’anno precedente. Un valore ancora inferiore a quello degli Stati Uniti, dove si registrano 94 minuti mensili, e soprattutto del Regno Unito, che raggiunge i 118 minuti.
Cambia anche il dispositivo attraverso il quale si accede all’AI. Da giugno 2025 il pubblico mobile ha superato quello desktop, invertendo il rapporto osservato all’inizio dello scorso anno. Nel primo semestre 2026 gli assistenti sono stati utilizzati mediamente da 12,2 milioni di visitatori attraverso smartphone e altri dispositivi mobili, contro i 10,7 milioni da computer. Il desktop mantiene però un vantaggio nel tempo di utilizzo: 78 minuti mensili per visitatore, rispetto ai 47 del mobile.
Un altro elemento significativo riguarda l’età degli utilizzatori. L’AI non è più una tecnologia prevalentemente associata ai giovanissimi. A maggio 2026 la penetrazione più elevata si registrava tra i 25 e i 34 anni, con il 55,6%, seguiti dai 35-44enni, al 46,8%. I ragazzi tra 18 e 24 anni restano quelli che trascorrono più tempo sugli assistenti, con 123 minuti mensili, ma sono gli over 45 a mostrare una delle accelerazioni maggiori: rispetto a maggio 2025, il tempo medio di utilizzo è aumentato del 96,4%, raggiungendo i 65 minuti al mese per visitatore.

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