“Ad Airola si stanno verificando episodi preoccupanti nei confronti dei minori ospiti nella comunità per stranieri in via Sorlati. Alcuni ragazzi sono vittime di bullismo da parte dei loro coetanei italiani. La settimana scorsa, uno di loro è stato investito mentre guidava un monopattino e, a causa di forti dolori al torace, è stato portato immediatamente in ospedale. I ragazzi a bordo di una mini car, dopo questo atto sconsiderato, non si sono fermati per prestare aiuto”.
E’ questo l’incipit di un messaggio del Consorzio Padre Pio, tra le principali imprese sociali italiane operanti nell’ accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Una realtà che è presente anche ad Airola con due comunità all’interno delle quali risiedono 30 minori che sono gestiti da un team di 31 professionisti, tra i quali educatori , psicologi, assistenti sociali, operatori e personale addetto alle pulizie e alla cucina. La puntualizzazione del Consorzio in questione non è affatto casuale ma viene, verosimilmente, all’indomani di qualche seppur isolato malumore social, del resto neanche ben circostanziato.

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