Roma, 14 ott. (Adnkronos/Labitalia) – “Abbiamo presentato l’ultimo rapporto del nostro Osservatorio che ha evidenziato il tema del welfare gap, cioè delle differenze e delle disomogeneità esistenti nelle tutele di welfare tra lavoratori delle grandi imprese e delle imprese medie e piccole. In realtà il welfare gap assume varie dimensioni perché riguarda anche i lavoratori che hanno ccnl diversi, piuttosto che i lavoratori attivi con i pensionati”. Lo dice, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Stefano Castrignanò, presidente dell’Osservatorio Italian Welfare, in occasione della terza edizione del Global Welfare Summit 2026.
“Abbiamo proposto – sottolinea – un patto nazionale per la riduzione del welfare gap che agisce tramite il ruolo delle grandi imprese che, attraverso progetti di welfare di filiera, possono portare servizi di welfare anche ai lavoratori delle pmi e delle imprese più piccole delle loro filiere produttive. Abbiamo chiesto alle parti sociali, attraverso la contrattazione, di potenziare i servizi sulla genitorialità e sui caregiver, garantendo comunque come elementi essenziali del welfare contrattuale, previdenza, sanità integrativa e protezione dei grandi rischi”.
“Abbiamo chiamato in causa – aggiunge Stefano Castrignanò – gli investitori istituzionali che attraverso gli investimenti in private market possono sviluppare la misurazione e la diffusione del welfare nelle aziende investite dai fondi di private market e infine alle istituzioni con le quali ci confronteremo per condividere le evidenze e le misure sulla riduzione del welfare gap attraverso queste iniziative”.





