Roma, 12 ott. (Adnkronos) – All’indomani dell’annuncio di Trump di una tregua energetica tra Mosca e Kiev, inzialmente in un quadro poco chiaro, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia che l’Ucraina risponderà agli attacchi russi qualora Mosca non accettasse il cessate il fuoco annunciato unilateralmente domenica dal presidente degli Stati Uniti.
“Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco nel settore energetico, risponderemo”, ha sottolineato Zelensky in un videomessaggio in occasione del forum sulla sicurezza a Varsavia. “Se la Russia vuole che interrompiamo i nostri attacchi a lungo raggio contro le sue raffinerie di petrolio e le sue esportazioni di greggio, allora deve fermare i propri attacchi contro il nostro sistema energetico e le infrastrutture critiche, e smettere di uccidere la nostra gente”, ha aggiunto. Nella serata di ieri Zelensky aveva riferito degli attacchi russi contro il settore energetico ucraino, dopo l’annuncio di Trump.”Poco prima della nostra conversazione, i russi hanno colpito una centrale elettrica a Kiev, e ci sono stati blackout in molte zone. In seguito, ci sono stati attacchi contro impianti energetici nella regione di Kharkiv. E questo DOPO la dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti su un cessate il fuoco nel settore energetico”, aveva scritto su Telegram.
Il Cremlino dal canto suo non si sbilancia sulla tregua energetica e sul fatto che un accordo sia in vigore o meno con l’Ucraina. “Sono in corso contatti” riguardo al cessate il fuoco annunciato unilateralmente ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, durante il consueto briefing con la stampa. “Non appena avremo qualcosa da comunicare in merito, non mancheremo di informarvi”, ha spiegato. Interrogato sulla richiesta di Kiev di una tregua totale di 60 giorni per consentire lo svolgimento delle elezioni, Peskov ha risposto: “Non vogliamo un cessate il fuoco, vogliamo una pace duratura”. “Mosca apprezza gli sforzi negoziali degli Stati Uniti”, ha poi affermato sottolineando che la Russia guarda con favore al lavoro dei negoziatori americani sull’Ucraina ed è loro riconoscente per il fatto che continuino a impegnarsi.
“Il Cremlino lo ha ripetuto più volte, sia con il presidente russo Vladimir Putin sia ad altri livelli: non vogliamo una semplice tregua, vogliamo una pace duratura e siamo pronti a fare tutto il possibile per conseguirla”., ha detto ancora Peskov rispondendo a Zelensky che aveva ipotizzato la possibilità di indire elezioni in Ucraina qualora il capo dello Stato russo accettasse una tregua di 60 giorni.
“La Russia non cerca di dividere gli Stati Uniti e l’Europa. Mosca punta a individuare soluzioni che consentano di arrivare a un accordo di pace in Ucraina”, ha poi attaccato Peskov sottolineando come l’Europa non sembra appartenere allo schieramento che cerca una soluzione pacifica al conflitto ma che è più vicina alla “parte della guerra” che alla “parte della pace”.
La tregua energetica annunciata da Trump con il passare delle ore con il tycoon sosteneva che Mosca e Kiev avessero accettato di fermare gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche. Dal Cremlino però non era arrivata nessuna conferma. Mentre Zelensky sosteneva di non essere stato informato in anticipo e chiedeva a Washington di precisare quando dovrebbe entrare in vigore il cessate il fuoco mentre denunciava bombardamenti russi anche dopo l’annuncio.
Le elezioni in Ucraina si terranno dopo la fine della guerra, quindi quello che bisogna fare è premere sulla Russia perché “ponga fine” al conflitto. Lo dice l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, rispondendo, da Lussemburgo, in merito alle parole del presidente degli Usa Donald Trump contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Quasi tutte le costituzioni – ricorda – prevedono che, in tempo di guerra, non si possano tenere elezioni. So che anche Zelensky ha dichiarato di essere disposto a indire elezioni il prima possibile, qualora si giungesse a un cessate il fuoco”. “Tuttavia – continua – le elezioni comportano inevitabilmente scontri tra diverse fazioni interne al Paese proprio mentre si subiscono attacchi dall’esterno; per questo è fondamentale mantenere l’unità della popolazione durante il conflitto. Se si eserciterà la giusta pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra, sono certo che l’Ucraina terrà le elezioni”, conclude.
“Personalmente vorrei che il cessate il fuoco” in Ucraina “riguardasse anche smettere di uccidere le persone, non solo le infrastrutture energetiche”, che “naturalmente sono molto importanti”, in particolare in vista dell’inverno, ha detto ancora Kallas. Se la guerra in Ucraina finisse, “non ci sarebbero attacchi alle infrastrutture energetiche” in Russia, “e l’unico modo per finirla è fare maggiore pressione su Mosca”. Gli Usa sono “naturalmente il nostro principale alleato”, ma “vorremmo che applicassero sanzioni contro la Russia, in modo da porre fne alla guerra”, perché “gli attacchi alle raffinerie non sarebbero necessari, se la guerra finisse”, ha aggiunto dopo l’accordo sull’importazione di gasolio russo negli Usa annunciato dal presidente americano Donald Trump.



