Parte una raccolta firme per una petizione rivolta al Ministro della Cultura, alla Soprintendenza e a Italia Langobardorum, per chiedere di sospendere il transito dei bus nell’area pedonale del corso Garibaldi che ricade in piena Buffer Zone del patrimonio longobardo e con una pavimentazione non pensata per il peso degli autobus.
A promuoverla è l’associazione ‘Benevento Domani’, il cui presidente Nicola Boccalone spiega: “‘Mantenuto l’impegno con i commercianti… facilitando l’ingresso delle persone’: così si annuncia il ritorno degli autobus su Corso Garibaldi dopo oltre vent’anni, presentato come la soluzione strategica per una categoria in sofferenza”.
Una svolta, a parere dell’ex vice sindaco della Giunta Viespoli ed ex manager nel governo D’Alessandro, quindi uno dei promotori del rifacimento del restyling di Corso Garibaldi nel 2004, su progetto dell’architetto Nicola Pagliara, svolta che arriva dopo dieci anni di governo cittadino e che porta a chiedersi perché nessuno ci avesse pensato prima. Se così sarà, si tratta di una revisione storica della città, dalla soluzione tanto semplice quanto illuminata.
“L’amministrazione sembrerebbe in ritardo con sé stessa: 10 anni per una soluzione così semplice! Una manovra così facile che viene da chiedersi come mai le amministrazioni precedenti non ci abbiano pensato e come mai non ci abbiano provato come loro, anche altri governi locali, in Europa e nel mondo? Per oltre vent’anni il Corso è stato il salotto dei beneventani, uno spazio dove passeggiare, incontrarsi e vivere la città. C’è però un piccolo particolare: il Corso è un’arteria dell’area Unesco. Benevento è una delle sette località del sito seriale ‘I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)’, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2011. La Chiesa di Santa Sofia ne è il fulcro, mentre l’intero centro storico, con Corso Garibaldi e Piazza Santa Sofia, ricade nella Buffer Zone. Il Piano di Gestione 2.0 per il periodo 2022-2027, fondato su sostenibilità, accessibilità e partecipazione, riconosce espressamente il valore della fruizione pedonale per interpretare e valorizzare il patrimonio longobardo. La tutela, certo, non deve ostacolare la mobilità, ma orientare soluzioni equilibrate e rispettose dell’identità della città”.
L’articolo completo su Il Sannio Quotidiano di oggi – Acquista qui la tua copia





