Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute) – Angelini Academy, società parte di Angelini Industries, e University College London (Ucl) hanno avviato una partnership triennale. L’obiettivo è studiare i processi cognitivi e i fattori che influenzano ciò che i manager apprendono e riescono poi ad applicare nel proprio lavoro per comprendere come dovrà evolvere la formazione aziendale, in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale (Ai) assume un ruolo sempre più rilevante nei processi cognitivi e decisionali. Le corporate academy – informa una nota – hanno tradizionalmente svolto un ruolo di raccordo tra imprese e università, commissionando e sostenendo programmi formativi sviluppati dagli atenei e destinati ai propri manager.
Nell’ambito del percorso trasformativo intrapreso negli ultimi anni da Angelini Industries – gruppo industriale multinazionale con 5.600 dipendenti, attivo in 21 Paesi nei settori salute, tecnologia industriale e largo consumo – sul piano organizzativo, strategico e scientifico, Angelini Academy sta superando questo modello tradizionale, integrando la formazione nell’infrastruttura di innovazione del Gruppo e collaborando con le università per ripensare il modo stesso in cui la formazione viene progettata e sviluppata. In questo contesto, mentre l’intelligenza artificiale viene spesso raccontata come un fattore di disruption e di preoccupazione per il futuro del lavoro, Angelini Academy sceglie una prospettiva diversa: comprendere come possa diventare uno strumento capace di ampliare la conoscenza e rafforzare le capacità critiche, di giudizio e di decision making delle persone. Per questo l’Ai è già oggi integrata nei programmi executive dell’Academy, nei percorsi di co-creazione con le nuove generazioni e nelle attività di ricerca, con l’obiettivo di sviluppare nuovi modelli di apprendimento per il lavoro del futuro.
Il programma di ricerca – continua la nota – seguirà diversi gruppi di manager durante i percorsi di formazione di Angelini Academy e nelle successive fasi di applicazione delle competenze acquisite nel contesto lavorativo. Attraverso test cognitivi, misurazioni fisiologiche e, ove possibile, tecniche di neuroimaging, la ricerca analizzerà come i manager apprendono nuove conoscenze e le trasformano in comportamenti, decisioni e pratiche di lavoro; il focus dell’indagine è l’interazione tra processi cognitivi individuali, contesti organizzativi e nuove contingenze tecnologiche. Lo studio esaminerà anche l’impatto dell’intelligenza artificiale, per capire se possa rafforzare questi processi di apprendimento o, al contrario, consentire di aggirare parte dello sforzo cognitivo su cui l’apprendimento si fonda. I risultati della ricerca potranno contribuire a progettare programmi di formazione più efficaci nel sostenere l’apprendimento lungo l’intero arco della vita professionale, in risposta alla crescente esigenza di aggiornamento continuo delle competenze.
Il progetto di ricerca nasce, infatti, in un contesto in cui l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro sta crescendo più rapidamente della nostra capacità di comprenderne gli effetti sui processi di apprendimento. Secondo un recente studio di Deloitte, in Italia, l’82% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti nell’AI nei prossimi 12 mesi, mentre il 92% si aspetta incrementi di produttività dall’adozione di queste tecnologie. Parallelamente, secondo il Cegos International Barometer, i responsabili HR italiani prevedono che una professione su quattro potrebbe essere interessata dall’obsolescenza delle competenze entro i prossimi tre anni, indicando nell’AI la principale causa. Molto meno si sa, invece, di come l’intelligenza artificiale stia modificando il modo in cui gli adulti apprendono sul lavoro.
I risultati dello studio confluiranno direttamente nei programmi di Angelini Academy, che offriranno contesti reali nei quali sperimentare e testare nuovi approcci alla formazione. Si tratta del primo progetto di un programma triennale di ricerca, nell’ambito del quale Angelini Academy investirà complessivamente circa 2 milioni di euro. Ulteriori progetti di ricerca sviluppati in collaborazione con partner accademici di rilievo approfondiranno alcune delle principali sfide legate all’evoluzione del lavoro. Tra queste, il mismatch tra le competenze disponibili e quelle richieste nei settori delle life sciences e della robotica, e l’evoluzione dei modelli formativi per le persone chiamate a lavorare sempre più a stretto contatto con l’intelligenza artificiale.
“La collaborazione con università di eccellenza come Ucl – ha dichiarato Sergio Marullo di Condojanni, Ceo of Angelini Industries – si inserisce nel percorso di evoluzione del nostro Gruppo, che punta a coniugare la crescita internazionale nei settori chiave — farmaceutico, tecnologia industriale e largo consumo — con un impegno specifico e approfondito sullo sviluppo delle competenze e sulla trasformazione del mondo del lavoro alla luce dell’impatto dell’intelligenza artificiale. L’investimento nel programma di ricerca sull’apprendimento nasce dalla volontà del Gruppo di comprendere e contribuire a guidare il cambiamento portato dalle nuove tecnologie”.

