Milano, 6 ott. (Adnkronos) – Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale torna anche quest’anno ad accendere i riflettori sulla sostenibilità. Dal 6 all’8 ottobre, all’Università Bocconi di Milano, si lavora per analizzare il presente con l’obiettivo di scrivere un futuro migliore: non un traguardo teorico, ma un processo concreto che coinvolge oltre 250 organizzazioni, più di 500 relatori e migliaia di cittadini, uniti per affrontare le sfide dell’attualità. Una su tutte, quella legata alla crisi climatica, che sarà protagonista del focus ‘Rigenerare il pianeta’, uno dei sei percorsi tematici individuati per la quattordicesima edizione. Gli altri cinque percorsi tematici sono pensati per ridisegnare le relazioni, ripensare la finanza, gestire le organizzazioni, vivere la comunità e rinnovare il mondo dello sport.
Sono 19 gli eventi dedicati ai temi ambientali al Salone 2026, e mettono al centro imprese, territori, città, agricoltura, finanza e comportamenti quotidiani, con l’obiettivo di andare oltre la grammatica dell’emergenza e trasformare la preoccupazione in azione concreta. Questo approccio interpreta la sostenibilità come leva di prosperità, salute, sicurezza e qualità della vita, coerente con la lettura proposta dall’European Environment Agency sul legame tra ambiente, resilienza e sviluppo.
“Rigenerare il pianeta non è più un’opzione rimandabile: è una sfida collettiva che richiede l’impegno di tutti – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – Come ricorda l’ambientalista Mathis Wackernagel, non c’è altro futuro possibile se non quello rigenerativo, e questo significa andare oltre la logica del semplice ripristino per attivare interventi capaci di riportare gli ecosistemi in salute. Riforestazione, recupero delle zone umide, bonifica dei siti inquinati, reintroduzione delle specie autoctone: sono azioni che generano benefici ambientali, sociali ed economici. Le imprese che investono nella rigenerazione non rispondono solo a un dovere morale, ma costruiscono valore nel lungo periodo, contribuendo a un modello di sviluppo che restituisce più di quanto prende. È il cambio di paradigma che vogliamo portare al Salone della Csr: una trasformazione culturale che coinvolge istituzioni, organizzazioni e cittadini”.
Di fronte alla crisi climatica in atto, una maggioranza schiacciante di italiani (62%) è convinta che “non ci sia un minuto da perdere”, e che sia necessario un impegno collettivo per invertire la rotta. A sostenerlo sono gli ultimi dati degli Osservatori Ipsos Doxa, che mettono in luce una crescente crisi di fiducia sui temi più strettamente ambientali. Emerge in particolare un paradosso, detto “dell’impotenza attiva”: le persone si dichiarano pronte all’azione, ma al contempo paralizzate dalla convinzione che lo sforzo individuale sia poco utile senza un cambiamento di sistema (36%).
I cittadini tendono poi a sovrastimare l’impatto di alcune azioni personali (come il riciclo dei rifiuti o la diminuzione degli imballaggi) e a sottostimare quello di scelte più trasformative (come la mobilità sostenibile, modelli alimentari più attenti, l’efficienza degli elettrodomestici e l’attenzione al risparmio energetico), con la conseguenza che si sentono quasi troppo virtuosi (“sto già facendo tutto il possibile”, afferma il 71%), ma impotenti in un mondo che percepiscono come meno attento, anche a causa del silenzio delle imprese. Un silenzio strategico, dicono i dati: di fronte a un dibattito pubblico sempre più polarizzato e al timore di essere trascinate in controversie politiche, molte aziende scelgono di fare senza dire, e solo il 21% sceglie ancora di esporsi. Per provare a spezzare il circolo vizioso di sfiducia e impotenza, occorre passare dal racconto dell’impegno ai progressi verificabili. Il Salone della Csr propone una prospettiva che lega impegno individuale e responsabilità collettiva, invitando ogni attore sociale coinvolto a trasformare la consapevolezza in azioni misurabili, ripetibili e condivise. Per esempio, le imprese possono analizzare la propria catena del valore – dall’acquisto delle materie prime alla gestione del fine vita dei prodotti – per ridurre l’impronta ambientale e contribuire al ripristino degli ecosistemi, un investimento che ha ricadute positive su lavoro, economia e salute pubblica.
Anche le piccole azioni individuali possono essere il motore del cambiamento globale. Per questo, il Salone con la collaborazione di AWorld lancia una nuova sfida ai suoi visitatori: ognuno potrà scegliere fino a 3 azioni sostenibili tra quelle proposte e impegnarsi a portarle avanti. Inoltre, grazie alla collaborazione con Rete Clima, al raggiungimento delle 1000 azioni intraprese dai singoli, il Salone contribuirà alla realizzazione di una zona umida nel Bosco della Csr di Nova Milanese. Le zone umide sono ecosistemi fondamentali per l’ambiente e le persone: aree di terreno regolarmente saturate d’acqua che svolgono importanti funzioni ecologiche come il filtraggio naturale dell’acqua, la protezione dalle inondazioni e la conservazione del carbonio.


