Festival Nazionale Economia Civile, riflessione sul Pil che genera felicità con Funaro, Becchetti e Fitto

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Roma, 2 ott. (Adnkronos) – Economia e felicità al centro dei temi trattati dalla Sindaca Sara Funaro e da Leonardo Becchetti, Direttore del Festival Nazionale di Economia Civile ospitato a Firenze, nel panel che ha aperto la seconda giornata di lavori. Con le scene militari e di espansione territoriale affrescate da Giorgio Vasari sulle pareti della magnifica Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a fare da scenografia al tema scelto per l’ottava edizione del Festival: “EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce”. Perché, come ha spiegato Becchetti, “la trappola è pensare la vita come un gioco a somma zero: se l’altro guadagna, io perdo, se voglio aumentare la mia fetta della torta devo ridurre quella degli altri”. Economia sociale, invece, significa altro: “La realtà è quella della vita come gioco a somma positiva. Costruire questa realtà è compito della cooperazione che però a scuola non ci insegnano. Con le code ai distributori sembra di essere tornati al Giurassico, mentre oggi nel mondo il 34% dell’energia elettrica è prodotto da rinnovabili. Frutto di un cammino che ha come obiettivo il passaggio dal Pil alla felicità e che per essere percorso ha bisogno soprattutto di intelligenza relazionale”.
La Sindaca Funaro ha messo sul tavolo le politiche attuate dagli amministratori: “No dobbiamo inseguire il consenso, ma perseguire politiche giuste e differenziate a seconda del bisogno dei cittadini. È la sola strada per costruire un’economia che sia a servizio delle comunità. E dobbiamo fare rete. Stiamo lavorando a una iniziativa che riunirà 100 sindaci dell’Italia e del Mediterraneo per lavorare in maniera congiunta sulle politiche di sostenibilità ambientale”.
È quindi arrivato l’intervento di Raffaele Fitto (Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme) nel panel “Il (nuovo) ruolo per l’Europa in un nuovo campo da gioco”: “Proseguire questo dialogo con le realtà che hanno organizzato il Festival significa occuparci di uno dei temi centrali, ovvero mettere in campo un rilancio forte dei territori, che possano partecipare a questo processo di rafforzamento a livello europeo. Il tema delle aree interne, delle zone rurali, il tema della necessità di rafforzare la strategia in questi territori è molto importante, stiamo lavorando per questo. La Commissione presenterà a gennaio la strategia per le aree interne, per il diritto di rimanere, che sarà molto finalizzata sulle nuove generazioni e che sarà uno strumento fondamentale per poter definire le scelte che saranno fatte all’interno del nuovo piano nazionale e regionale di partenariato del nuovo strumento del prossimo bilancio”.

Interpellato a margine dei panel da Firenze Tv, Augusto dell’Erba (Presidente Federcasse-BCC) ha commentato così: “La buona economia è quella che parte dai territori, dalla collaborazione, che vede nel mondo cooperativo una componente rilevante dell’economia sociale, per la quale il governo di recente ha varato un piano. E’ un modello economico che cerca di aggiungere qualcosa a questo contesto, a questa fase così complessa, dalla quale far scaturire soprattutto fatti di economia reale. C’è necessità di creare valore, di creare ricchezza, di produrre risparmio e non solo di gestirlo”.
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha invece anticipato i risultati sintetici del Rapporto nazionale sul Razionamento Sanitario 2026 e nuovi approfondimenti Regionali: “Il nostro servizio sanitario è fondato sui principi di universalità, uguaglianza ed equità. Principi che devono però tradursi nella possibilità concreta di ricevere l’assistenza necessaria indipendentemente dalle condizioni economiche e dal luogo nel quale si vive. Abbiamo aumentato progressivamente le risorse destinate alla sanità, ma restano sfide complesse: l’invecchiamento della popolazione, la non autosufficienza, la carenza di alcune figure professionali, le differenze territoriali, la necessità di garantire a tutti un accesso tempestivo e appropriato alle cure. Sfide che richiedono risorse, ma anche capacità di programmazione e un utilizzo sempre più efficace di quelle disponibili. È qui che la riflessione sull’economia civile incontra quella sulla sanità. Un sistema sanitario universalistico è un fattore di coesione sociale, protegge le persone nei momenti di maggiore fragilità, riduce le diseguaglianze e contribuisce alla tenuta delle comunità”.
Annamaria Colao (Vice Presidente Consiglio Superiore di Sanità) ha invece aggiunto:“La sanità oggi va pensata in modo molto diverso da come era 20 anni fa. Dobbiamo puntare sulla prevenzione, sulla quale il Governo ha investito molto, e lavorare per de-ospedalizzare la gestione della salute. Inoltre, non servono solo medici ma anche e soprattutto le tante figure professionali della sanità, a partire dagli infermieri”. Sempre sul tema, Marco Marcocci (Vice presidente nazionale con delega al welfare Confcooperative) ha precisato che “bisogna mettere a sistema di una rete articolata di soggetti attivi in ambiti diversi e complementari: questo gioverebbe anche a recuperare risorse che altrimenti rischiamo di spendere male”.

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